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Animali: anche due bisonti 'italiani' nell'arca del National Geographic

03 febbraio 2017 | 13.20
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Tra i primi animali d’Italia ad entrare nel “National Geographic Photo Ark” (natgeophotoark.org) ci sono anche Atena e Julo, i due bisonti europei nati al Parco Natura Viva di Bussolengo che verranno reintrodotti in natura nell’estate del 2018.

Dopo 5 giorni di scatti, si è concluso il primo set fotografico di Joel Sartore in Italia grazie al quale “l’arca fotografica della biodiversità globale” targata National Geographic ha aggiunto 24 specie alle 6mila già presenti.

Per “Photo Ark” questo è l’anno del decennale e l’obiettivo di Joel Sartore, fotografo di fama mondiale e fondatore del progetto, è smuovere la coscienza dello spettatore convincendolo a diventare parte attiva del mondo della conservazione delle specie a rischio estinzione.

nell'arca fotografica anche il capovaccaio e le testuggini di Hermann

Insieme ai bisonti europei, che resistono in Europa con sole due popolazioni selvatiche, nell’obiettivo di Joel Sartore sono entrati anche il capovaccaio, in pericolo critico di estinzione in Italia; l’avvoltoio reale indiano in pericolo critico di estinzione in Asia; i gelada, scimmie delle rocce che vivono solo in Etiopia; le bertucce, in pericolo di estinzione in Algeria e Marocco. Oltre a loro anche lo gnu, il cobo de fassa, l’ammotrago, l’antilope roana, il muflone e alcuni rettili, come il tegu rosso e il varano.

Ma in onore della Principessa Theodora Von Liechtestein, Sartore ha dedicato alcune ore speciali alle testuggini di Hermann, specie simbolo della Fondazione Green Teen Team e del progetto di conservazione che conduce al Parco Natura Viva insieme ai suoi soci, tutti teenager.

Già proiettati sugli schermi più spettacolari al mondo, come la Basilica di San Pietro e l’Empire State Building, gli scatti di Joel Sartore invitano alla riflessione: “Il colore di sfondo, rigorosamente bianco o nero, permette di eliminare ogni distrazione - ha dichiarato Sartore - e consente di guardare ogni specie dritta negli occhi. Le dimensioni poi, che prescindono dalla grandezza reale dell’animale e risultano tutte uguali, permettono di trattare ogni specie con lo stesso rispetto”.

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