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Attacchi al sarin, chi era il guru della setta

06 luglio 2018 | 15.27
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Shoko Asahara - AFP

Guru fondatore della setta della 'Suprema Verità' e terrore del Giappone negli anni '90, Shoko Asahara è stato impiccato oggi. Era stato condannato a morte, insieme ad alcuni suoi seguaci, lo scorso gennaio per aver ucciso 27 persone e averne ferito a migliaia in una serie di attentati al gas sarin, tra cui il più grave è quello avvenuto nel 1995 nella metropolitana di Tokyo. Il suo vero nome era Chizuo Matsumoto. Nato in una famiglia di artigiani di 'tatami', Asahara aveva studiato in un scuola per non vedenti prima di lavorare come agopuntore e guadagnare soldi vendendo medicine cinesi. Aveva poi studiato yoga e cominciato ad insegnarlo a scuola fin quando a metà degli anni '80 aveva creato la setta Aum Shinri Kyo (Setta della suprema verità), unendo buddhismo ed induismo con insegnamenti apocalittici.

Asahara profetizzava la fine del Giappone a causa di un attacco nucleare degli Stati Uniti. In migliaia hanno seguito i suoi insegnamenti scegliendo di vivere in una comune ed eseguendo riti purificatori. La setta della 'Suprema verità aveva raggiunto la massima espansione, con 15.400 membri, nell'aprile del 1995, il mese dell'attacco alla metropolitana di Tokyo, arrivando ad avere adepti anche fuori dal Giappone. I seguaci erano convinti che Asahara fosse la reincarnazione di Shiva, il dio indù della distruzione e della rigenerazione, e gli consegnavano ogni avere. Negli anni '90, il capo della setta si era ormai convinto che tutti gli uomini fossero dominati dal male e che fosse necessario ucciderli per salvarne le anime.

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