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Attacchi Bruxelles, telecamere inchiodano Abrini: "Doveva farsi esplodere ma non ci riuscì"

22 aprile 2016 | 13.34
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Mohamed Abrini doveva farsi esplodere a Zaventem, come gli altri due kamikaze autori della strage all'aeroporto di Bruxelles, ma non ci è riuscito: a rivelarlo, smentendo così le dichiarazioni rilasciate dallo stesso terrorista all'indomani del suo arresto, l'8 aprile scorso a Anderlecht, quando aveva rivelato di aver rinunciato all'ultimo momento al suo progetto di attentato, sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto.

A riferirlo è il sito de 'La Dernière Heure' sottolineando come grazie a quelle immagini appaia chiaro il ruolo dei tre terroristi: Ibrahim El Bakraoui, Najim Laachraoui e Mohamed Abrini sono dunque arrivati in taxi all'aeroporto. Con loro avevano solo la metà degli esplosivi che avevano preparato, perché il taxi che era venuto a prenderli per portarli a Zaventem era troppo piccolo. Ciascuno dei tre aveva una borsa e Najim Laachraoui e Ibrahim El Bakraoui sono morti nell'esplosione del loro ordigno.

Anche Abrini doveva farsi esplodere, ma dalle immagini risulta che uno dei suoi complici si è fatto saltare in aria per primo e l'intensità della prima esplosione ha scaraventato Abrini a diversi metri dal suo carrello. A questo punto nello scalo i passeggeri in preda al panico sono fuggiti tutti nella stessa direzione per raggiungere le uscite, ostacolando Abrini che tentava di raggiungere il suo carrello. Il secondo complice stava a quel punto per farsi saltare in aria e quindi - questo si può ricostruire dalle immagini - Abrini ha desistito pensando di non essere più in grado di portare a compimento la sua impresa. E si è a sua volta diretto verso l'uscita.

Sempre dalle stesse immagini risulta chiaro che i tre non hanno colpito a caso nell'aeroporto: quando sono arrivati hanno consultato il tabellone delle partenze prima di dirigersi, volontariamente, verso i banchi di imbarco dei voli diretti in Israele, Stati Uniti e Russia. Anzi, uno di loro si precipita per raggiungere in tempo la fila per la registrazione tra i passeggeri diretti in Israele. Sulla strada per l'aeroporto, l'uomo con il cappello, ossia Abrini, aveva fatto delle dichiarazioni in cui esprimeva tutto il suo odio per gli americani. A rivelarlo era stato l'autista del taxi.

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