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Attentato Charlie Hebdo, 30 anni di carcere a due complici

16 dicembre 2020 | 17.44
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Foto Afp
Parigi, 16 dic. (Adnkronos)

E' stato condannato a 30 anni di carcere Ali Riza Polat, principale imputato presente in aula al processo a Parigi per gli attacchi terroristici del gennaio 2015 contro il settimanale satirico Charlie Hebdo e il mini marker ebraico Hyper cacher. In tutto erano 14 le persone accusate di aver dato assistenza ai fratelli Cherif e Said Kouachi e Amedy Coulibaly, i tre terroristi uccisi dalle forze dell'ordine dopo aver provocato la morte di 17 persone.

Tre degli imputati sono latitanti, fra cui Hayat Boumeddiene, la vedova di Coulibaly, anche lei condannata a 30 anni, e i fratelli Mohammed e Mehdi Belhoucine. Il primo è stato condannato all'ergastolo, mentre ogni azione penale è stata estinta per il secondo, dato che lo si ritiene morto. Le altre pene sono comprese fra i 20 e i 4 anni di carcere. Sia gli imputati che la procura antiterrorismo hanno tempo dieci giorni per presentare un'eventuale richiesta di appello. Il legale di Polat ha già preannunciato il ricorso.

Polat è stato riconosciuto colpevole di complicità in omicidio terrorista, per aver fornito "un aiuto logistico determinate" a Coulibaly. Condannato a 30 anni, non potrà richiedere la libertà condizionata prima di aver scontato due terzi della pena. Tre imputati sono stati riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere terrorista: Nezar Pastor Alwatick (18 anni di carcere), Amar Ramdani (20) e Willy Prevost (13). Altri sei sono colpevoli di sola associazione a delinquere: Said Makhlouf (8), Mohamed Fares (8), Abdelaziz Abbad (10), Metin Karasular (8), Miguel Martinez (7), Michel Catino (5) e Christophe Raumel (4).

Il processo, che si è aperto tre mesi fa, è stato una dura prova, non solo per le parti civili, i sopravvissuti e i familiari delle vittime, che hanno rivissuto l'orrore di quei giorni. Vi è stata una interruzione di oltre un mese, a causa del contagio di uno degli imputati, Polat, che si è ammalato di coronavirus. E durante il dibattimento vi sono stati due attacchi terroristici: a settembre due persone sono state ferite a coltellate vicino all'ex sede di Charlie Hebdo e in ottobre è stato decapitato l'insegnate Samuel Paty che aveva mostrato vignette di Maometto in classe.

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