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Attivisti Greenpeace in azione su Ttip, bloccato nuovo round trattative

22 febbraio 2016 | 11.18
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Attivisti Greenpeace a Bruxelles (Foto - © Philip Wilson / Greenpeace)

Attivisti di Greenpeace hanno bloccato questa mattina l’accesso al centro conferenze a Bruxelles dove, sino al prossimo 27 febbraio, è previsto un nuovo round di trattative a porte chiuse tra Stati Uniti e Unione europea sul Ttip, il Partenariato transatlantico su commercio ed investimenti. Trenta attivisti, annuncia l'associazione ecologista, "si sono incatenati all’ingresso del palazzo in cui si terranno le negoziazioni, mentre alcuni climber hanno aperto sulla facciata dell’edificio un grande banner che raffigura il Ttip come una strada senza uscita, un vicolo cieco per l’Europa".

Secondo l’organizzazione ambientalista il Ttip è "una minaccia per la democrazia, la protezione dell’ambiente, gli standard di sicurezza sulla salute, le condizioni dei lavoratori, a tutto vantaggio delle multinazionali, a cui verrebbe dato un potere senza precedenti". "Questo accordo non riguarda il commercio, bensì il trasferimento di potere decisionale dalle persone alle grandi multinazionali" afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile e Progetti Speciali di Greenpeace Italia.

"Quelle che la Commissione europea chiama barriere al commercio sono di fatto misure di sicurezza che tengono lontani Ogm e pesticidi dal cibo che mangiamo e le sostanze tossiche dall’aria che respiriamo. Le negoziazioni a porte chiuse di questi giorni -osserva- vorrebbero indebolire questi standard di sicurezza e massimizzare il profitto delle multinazionali, non importa con quali costi per persone e ambiente. È nostra responsabilità denunciare tutto questo e dare voce ai milioni di persone che si oppongono al Ttip".

Negoziatori della Commissione Europea e del dipartimento del commercio degli Stati Uniti, continua Greenpeace, "hanno in programma cinque giorni di trattative su un particolare e controverso aspetto del Ttip, che permetterebbe a investitori stranieri di sfidare le norme che difendono cittadini e ambiente, anche per aspetti come il cibo, l’inquinamento chimico e l’energia".

"Milioni di persone hanno già firmato la petizione per fermare questo accordo, scegliendo di difendere gli standard europei sulla sicurezza del cibo, l’uso di sostanze tossiche, l’assistenza sanitaria e i diritti dei lavoratori" aggiunge ancora l'organizzazione ambientalista.

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