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Terrorismo: attivisti, Is ha bruciato vivi 23 iracheni in una settimana

11 febbraio 2015 | 19.22
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E' quanto riferisce l'Osservatorio iracheno per i diritti umani, ong che parla di una "nuova mossa" analoga a quella con cui è stato ucciso il pilota giordano Muath al-Kaseasbeh, finalizzata a "terrorizzare ulteriormente i civili" che vivono in zone controllate dal sedicente Stato islamico (Is)

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(Foto Xinhua)

I jihadisti dell'autoproclamato califfato avrebbero bruciato vivi 23 iracheni nell'arco della scorsa settimana. E' quanto riferisce l'Osservatorio iracheno per i diritti umani, ong che parla di una "nuova mossa" analoga a quella con cui è stato ucciso il pilota giordano Muath al-Kaseasbeh, finalizzata a "terrorizzare ulteriormente i civili" che vivono in zone controllate dal sedicente Stato islamico (Is), per dissuaderli dall'intraprendere atti di rivolta o disobbedienza.

Un comunicato dell'Osservatorio riferisce che "le reti di monitoraggio hanno registrato 23 casi in cui l'organizzazione ha trascinato brutalmente persone davanti agli occhi degli abitanti per poi bruciarle vive". I jihadisti dello Stato islamico - prosegue il comunicato - "stanno iniziando a bruciare vivi tutti quelli che si mettono contro di loro o si dichiarano contrari alle loro direttive".

I roghi dei 23 iracheni sarebbero stati appiccati in diverse aree delle province di Ninive, Anbar e Salahuddin. L'Osservatorio si dice "preoccupato" che gli atti di terrore perpetrati dagli estremisti "possano aumentare nel prossimo periodo, rendendo imperativo per il governo iracheno e la comunità internazionale accelerare la liberalizzazione di quelle città dall'oppressione dell'Is".

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