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Australia: rapporto, stagione incendi alimentata dal climate change

11 marzo 2020 | 10.48
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Gli incendi che hanno devastato lo Stato australiano del Nuovo Galles del Sud sono stati i peggiori della storia della regione e indicano che la portata degli incendi potrà solo aumentare nel futuro senza azioni di contrasto al cambiamento climatico. A confermarlo un nuovo rapporto del gruppo per la ricerca e le comunicazioni ambientali, Climate Council, il primo ad approfondire l'effetto degli incendi sul cambiamento climatico globale.

Lo stato del Nuovo Galles del Sud è stato il più gravemente colpito dagli incendi che sono iniziati nell'inverno del 2019 e si sono estesi per tutta l'estate, causando solo in quello Stato 25 vittime, distruggendo oltre 2.400 case, uccidendo circa 800 milioni di animali e bruciando un'area di circa 5,4 milioni di ettari.

"Secondo le stime, gli incendi boschivi hanno prodotto nell'atmosfera tra 650 milioni e 1,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica - afferma il rapporto - Ciò equivale alle emissioni annuali degli aerei commerciali in tutto il mondo ed è di gran lunga superiore alle emissioni annuali dell'Australia di circa 531 milioni di tonnellate".

L'incendio di Gospers Mountain è stato il più grande incendio boschivo mai registrato in Australia: in fiamme oltre 500mila ettari. Secondo il rapporto, la natura senza precedenti della stagione degli incendi è stata alimentata dal cambiamento climatico globale. "Condizioni estremamente calde e secche, sostenute da anni di piogge ridotte e da una grave siccità, hanno posto le basi per gli incendi senza precedenti di questa estate", si legge.

Oltre a quelli fisici, il rapporto ha anche stimato un danno di 4,5 miliardi di dollari australiani (2,9 miliardi di dollari statunitensi) al settore turistico australiano, con un calo del 10-20% dei visitatori dall'estero. I reclami assicurativi relativi agli incendi in quattro Stati, incluso il Nuovo Galles del Sud, sono stati stimati in circa 2 miliardi di dollari australiani (1,3 miliardi di dollari Usa).

"Le condizioni calde e secche che hanno alimentato questi incendi continueranno a peggiorare senza azioni sostanziali e concertate per eliminare gradualmente carbone, petrolio e gas - conclude il rapporto - Agire ora offrirà la possibilità di stabilizzarsi, per poi ridurre i rischi di catastrofi per le generazioni future".

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