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Austria non riapre a Italia, Ue: "No a discriminazioni"

03 giugno 2020 | 14.52
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Il portavoce della Commissione sulla decisione di Vienna di aprire i confini a tutti i Paesi vicini tranne che all'Italia: "Ricordiamo richiesta di cooperazione e comunicazione"

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(Foto Fotogramma/Ipa)

La Commissione svolge un ruolo di coordinamento e lo ha fatto "spiegando in modo chiaro" quali consideri essere i criteri da prendere in considerazione nel revocare le restrizioni ai confini interni dell'Ue, in alcuni casi "criteri vincolanti basati sul principio di non discriminazione". Così il portavoce della Commissione Europea ha reagito ad una domanda sulla decisione dell'Austria di riaprire i confini ai Paesi vicini, tranne che all'Italia.

"Ora in questo contesto gli stati membri stanno annunciando una serie di misure: abbiamo sempre detto che è assolutamente cruciale che cooperino, che si coordinino e che comunque si informino l'un l'altro prima dell'adozione delle misure. Abbiamo visto che è stato così in un certo numero di casi ed incoraggiamo gli stati membri a continuare a farlo", aggiunge.

"Non ci convertiremo all'uso di commentare qui dal podio ogni giorno ogni singola decisione adottata da uno stato membro", ha detto il portavoce. "Quello che abbiamo fatto - è stato ancora spiegato - è stato di produrre una serie di linee guida per gli stati membri su come procedere alla revoca delle restrizioni ai confini interni e a questo riguardo il principio molto importante è quello della non discriminazione basato sulla nazionalità ma anche sul principio che regioni con la stessa situazione epidemiologica ricevano lo stesso trattamento".

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