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Azione, a Roma il 1°congresso. Calenda a Pd, Lega e Fi: "Noi mai con Fdi e M5S. E voi?"

19 febbraio 2022 | 15.05
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"In due anni siamo diventati il primo partito". Letta: "Insieme vinceremo politiche 2023". Giorgetti: "Ampi spazi di collaborazione"

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"Quale è la logica?". Carlo Calenda lo chiede Enrico Letta, Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani, Roberto Speranza, Ettore Rosato. I big di Pd, Lega, Fi, Leu, Iv riuniti in platea per il primo congresso di Azione. Un 'dream team' per le politiche 2023. O magari per il post politiche 2023. E la logica su cui si interroga Calenda è quella per cui forze politiche che appartengono alle grandi famiglie europee debbano allearsi con "populisti e sovranisti".

"Veniamo dalle grandi famiglie politiche europee -dice Calenda- ma poi alle elezioni ce ne andiamo con Fdi e M5S? Ma dove nelle radici culturali dei socialdemocratici, dei popolari e dei liberali europei esiste la possibilità di sottomettersi a sovranisti e populisti? Noi non saremo mai alleati con i populisti e i sovranisti, la scelta è nel vostro campo". Con il Pd che si stacca dai 5 Stelle e la Lega che si 'desalvinizza'. Ed ancora: "Noi non accettiamo confronto con M5S e Fdi. E' una scelta netta e definita perchè il dialogo si fa a partire dai valori comuni".

Per questo, la strada di Azione al momento resta quella dell'autonomia. "Se non accade qualcosa di nuovo vedremo le stesse formazioni. E ricomincerà quello che abbiamo visto: parlare di fascisti, comunisti, traditori della patria. Noi vogliamo dare una terza scelta ai cittadini", dice Calenda che domani verrà eletto segretario di Azione al suo primo congresso. "Ma cosa abbiamo combinato in questi due anni? Ripensate a ogni volta che ci hanno detto che non ce la potevamo fare" e oggi "siamo sesto partito italiano secondo i sondaggi", sottolinea scaldando la platea.

Letta, 'insieme vinceremo politiche' - Giorgetti, 'spazi per collaborazione' e su l.elettorale, 'non ho tabù'

L'attenzione per il movimento che tra oggi e domani diventerà un partito a tutti gli effetti c'è, vista la lista dei big intervenuti al congresso di Azione. Enrico Letta non ha dubbi nell'includere Calenda nel campo largo del centrosinistra: "Sono sicuro che insieme faremo grandi cose per il nostro Paese, sono sicuro che voi giocherete un ruolo importante e che insieme, senza ambiguità tra di noi, vinceremo le elezioni politiche del 2023 e daremo un governo riformista e europeista a questo Paese".

E Giorgetti osserva: "Non posso promettervi come ha fatto Letta che saremo insieme e vinceremo le elezioni ma certo ci sono grandi spazi di collaborazione tra noi". Anche sulle riforme da fare, magari anche la legge elettorale. "Non ho tabù, discuto di tutto", dice Giorgetti ma, sottolinea, "una legge elettorale proporzionale fatta semplicemente per avvantaggiare qualcuno è sempre sbagliata. La legge elettorale deve permettere di avere un governo che possa decidere, far crescere una nuova classe dirigente".

Da parte sua Calenda è netto nell'identificare nella Lega di Giorgetti e non in quella di Salvini, l'interlocutore con cui confrontarsi: "La Lega può essere un interlocutore se decide cosa essere. Se è quella di Giorgetti si può dialogare. Ma se è quella di Salvini non può essere: non è né dignitoso né serio dire una cosa la mattina e dire il contrario la sera".

sintonia Letta-Giorgetti su governo - segretario Pd, 'pieno sostegno a metodo Draghi'

Nella prima mattinata del congresso di Azione si è anche parlato molto di governo, dell'azione di governo e di Draghi con una certa sintonia nelle valutazioni di Letta e Giorgetti. "A nome del Pd" dico che "noi vogliamo sostenere senza alcuna ambiguità oggi e nei prossimi mesi, l'azione riformatrice del governo Draghi, la vogliamo portare avanti per il bene del Paese senza ambiguità", scandisce Letta riferendosi agli stop and go della Lega sul sostegno al governo.

E Giorgetti pare concordare con il segretario del Pd: "Le sfide che ci attendono impongono scelte impegnative che impongono un governo che non solo possa, ma che sappia decidere, una democrazia che aiuti la crescita senza pensare a tornaconti elettorali". E per Letta serve un metodo per affrontare i prossimi mesi e arrivare "con successo" alla fine della legislatura.

"Io credo sia molto importante che come metodo ci si dia quello dei temi non negoziabili e dei temi negoziabili". Temi non negoziabili, aggiunge il segretario del Pd, "sui quali il governo ritiene debba essere posta la questione di fiducia. E questo elemento di chiarezza è importante sia posto subito". E poi "ci sono questioni sulle quali si negozia, si discute in Parlamento e quello che non è capitato nelle settimane e mesi scorsi credo debba diventare metodo di lavoro ovvero questa distinzione molto chiara. Bene Draghi e bene il metodo che da oggi mette in campo, noi ci siamo".

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