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Azovstal, il medico: "Qui si muore per fame e ferite, la Turchia ci aiuti"

06 maggio 2022 | 10.53
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L'appello lanciato con un video: "Non c'è tempo, non so se avrò un domani, ponete fine a questo incubo e attivate la procedura di evacuazione per tutti"

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"Le persone qui" nell'acciaieria Azovstal "stanno morendo, alcune per i proiettili, altre per fame. I feriti muoiono per mancanza di medicine e condizioni orribili. Non abbiamo tempo e io non so se avrò un domani". E' il disperato appello lanciato in un video, diffuso da consulente del ministero dell’interno ucraino Anton Gerashenko, di un medico intrappolato nell'Azovstal sotto assedio.

"Oggi è non so più quale giorno di guerra - scandisce nel videomessaggio il giovane - Sono un crimeo tartaro musulmano, prima della guerra ho studiato come sanitario, qui aiuto i feriti dell'Azovstal. Prima della guerra non avevo mai visto morti, lavoravo in ambulanza aiutando le persone in tutti i modi possibili ma qui - scandisce affranto - sono costretto a vedere persone che muoiono tra le mie braccia, nel 2022, solo perché non ci sono antibiotici per curare le ferite infette ".

"Siamo costantemente bombardati dall'aria, dal mare e dalla terra. Vi prego - è l'appello rivolto alla Turchia - di procedere all'evacuazione di tutti, compresi i soldati, dai territori dell'Azovstal. Fermate questo incubo. A soli 263 chilometri di distanza da voi, al di là del mare, vengono distrutte persone che stanno solo difendendo la loro terra, le loro donne e i loro bambini. Noi non abbiamo attaccato nessuno, sapete dalla vostra storia com'è quando vogliono conquistare la tua terra e uccidere la tua gente. Turchia e Ucraina - ricorda il medico - hanno sempre mantenuto relazioni strette e si sono sostenute l'un l'altra. Voi e il vostro Paese avete una grande autorità sulla politica della nostra regione, non sappiamo a chi altro rivolgerci e a cui chiedere quindi mi rivolgo a voi. Credo sinceramente che Dio non ci abbandonerà e che voi ci aiuterete".

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