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Bagarre su Crisanti: Letta lo difende, Salvini e Renzi al contrattacco

17 agosto 2022 | 19.56
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Dalla Lega a Italia Viva, tante le reazioni alla candidatura. Il leader dem: "A destra prevale la cultura NoVax"

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La bagarre era già iniziata ieri, dopo l'annuncio del Partito democratico della candidatura di Andrea Crisanti, nella circoscrizione Europa per le elezioni politiche 2022 in Italia del 25 settembre, pesantemente criticata in particolare dal centro destra. "Il viro-star oggi dice: 'sono iscritto al PD da sei anni', fino a ieri era un virologo, uno scienziato, un super tecnico al di sopra delle parti. Fra lui e Speranza, adesso si capiscono tante cose…", scriveva Matteo Salvini. Oggi la dura replica del virologo, che a Radio Capital attacca: "Salvini? Se fossimo stati nelle sue mani ora ci sarebbero 300mila vittime di Covid al posto di 140mila".

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Tante le reazioni dei leghisti. “Nessuna lezione di morale da Crisanti che, mentre le Regioni a guida Lega erano in prima linea a combattere una battaglia inaspettata e senza precedenti contro un virus allora sconosciuto, era impegnato nel suo show televisivo con finalità adesso note a tutti”, afferma Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

Il Partito democratico si schiera da difesa del virologo: "Chi attacca Andrea Crisanti attacca la storia e la bellezza della nostra comunità all'estero. Lui, figlio di una madre single, ha potuto studiare grazie a un aiuto economico di uno zio emigrato in America e conosce molto bene le fatiche degli italiani all'estero. Per questo chi lo attacca sfregia le storie dei nostri connazionali, dimostrando di non avere rispetto per il nostro Paese". A dirlo è Lia Quartapelle, della segreteria Pd.

Lo scontro si sposta sui social quando interviene direttamente il segretario del Pd Enrico Letta: "La gragnuola di reazioni alla candidatura Crisanti chiarisce che a destra prevale la cultura NoVax. Ha ragione Crisanti, se avessero governato Salvini e Meloni nel 2020 quante migliaia di decessi in più avremmo avuto? Ce li ricordiamo gli aprire, aprire, aprire…", è il durissimo commento del leader dem.Che poi, in un altro cinguettio che segue il primo, apre anche il fronte con il terzo polo, rispondendo direttamente al leader di Italia viva Matteo Renzi, che aveva criticato Crisanti, dicendo, "se vince la linea del Pd Crisanti al primo raffreddore finiamo tutti in quarantena". "I meriti della candidatura Crisanti. Ognuno dice cosa pensa veramente della più grande tragedia degli ultimi tempi". Matteo Salvini, poco dopo, non replica a Letta ma, sempre su Twitter, scrive: "'Crisanti? Un esperto di zanzare'. Il prof. Giorgio Palù, virologo padovano di fama internazionale e presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, parla così del 'tele-virologo', oggi candidato dal PD". E Salvini aggiunge un breve video in cui il professor Palù dichiara: "Crisanti non è un virologo, non ha mai pubblicato lavori di virologia, e negli ultimi 10 anni non ha pubblicato nemmeno lavori di microbiologia, ma è un esperto di zanzare". Poi, nell'intervista alla Versiliana, aggiunge: "Uno di questi televirologi dice che con Salvini ci sarebbero stati centinaia di migliaia di morti per Covid... Io non rispondo, quanto meno per rispetto nei confronti delle numerose vittime del Coronavirus, che non dovrebbero essere usate come merce elettorale da qualche pseudo professore che non merita avere risposta... Gli insulti di Letta, Renzi e dei televirologi non mi interessano...''.

Dall'alleanza Azione-Italia viva il primo a twittare è Carlo Calenda, che si rivolge direttamente a Enrico Letta: "Abbiamo sostenuto tutti i provvedimenti presi dai diversi governi con lealtà. Siamo nati parlando di sanità a novembre del ‘19. Candidare virologi è a mio avviso sbagliato perché nel corso della pandemia hanno spesso ecceduto in protagonismo. Non strumentalizzare la pandemia. Grazie".

Quindi la serie di tweet di esponenti di Italia viva, e infine quello di Matteo Renzi: "E anche oggi Letta mi attacca. Occhi di tigre sta diventando monotono. In questi 60 secondi spiego le differenze fra me e lui sulla pandemia. Lui Conte e l’esercito russo. Io Draghi e il generale Figliuolo".

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