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Bambù gigante alleato dell'ambiente

13 gennaio 2021 | 12.04
LETTURA: 4 minuti

Il primo studio italiano è condotto da Forever Bambù

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(Adnkronos)

Con oltre 30 milioni di ettari sparsi in tutto il mondo, il bambù si sta rivelando una preziosa risorsa naturale, sia in termini economici che in termini ambientali e di produzione di biomassa. Un ettaro di piantagione di bambù, se ben gestito, può generare più di 300 tonnellate di biomassa all’anno e, quindi, è considerato uno strumento estremamente efficace per il sequestro del carbonio: un ettaro compensa le emissioni annuali di Co2 di circa 40 persone (275 tonnellate). A fare il punto sui vantaggi del bambù ci ha pensato Forever Bambù (https://www.foreverbambu.com/lp-fb27/), realtà impegnata nella piantumazione del bambù gigante, mediante l’agricoltura biodinamica e simbiotica, a fini industriali, alimentari ed energetici, e partner del progetto Onu ActNow a sostegno delle azioni individuali contro il cambiamento climatico.

Forever Bambù ha raccolto il primo studio italiano su bambuseti impiantati sul territorio nazionale, realizzato da Elena Neri, esperta in ecotossicologia e Fondatrice di Indaco2, società specializzata in Indicatori di Sostenibilità per la valorizzazione ambientale di prodotti e aziende.

La coltivazione del bambù nel mondo

L’economia legata all’utilizzo del bambù occupa attualmente, a livello planetario, oltre 600 milioni di persone (l’8,5% a livello globale) impegnate tra lavorazione diretta e indotta.

Nella sola Cina, dove la coltivazione di Bambù Gigante a scopo industriale ha ormai 50 anni di storia, gli ettari piantumati sfiorano i 10 milioni e sono oltre 6 milioni le persone che lavorano nelle piantagioni. Dal 2014, Forever Bambù ha costruito un patrimonio immobiliare di 85 ettari di proprietà, di cui 67 dedicati alla coltivazione del bambù gigante. Per il 2021, l’azienda punta a raggiungere i 127 ettari di proprietà, di cui 107 piantumati a bambù gigante.

I prodotti della coltivazione del bambù sono i germogli e le canne, che insieme vantano oltre 1600 diversi utilizzi industriali ed alimentari. A livello mondiale, il 27,5% del mercato è rappresentato dalle canne, mentre il 72,5% è costituito dai germogli. Grazie all’attività di Forever Bambù, con protocolli precisi di gestione e taglio periodico delle piante, i vantaggi che si ottengono in termini di assorbimento di Co2 nell’aria sono tantissimi. Una pianta madre di bambù gigante, raggiunge la maturità in 8-9 anni.

In questo tempo, la pianta madre inizialmente piantumata cresce e si espande fino a diventare composta da almeno 25 fusti (canne) alti fino a 20 metri e con un diametro alla base che può arrivare anche a 20 cm. A maturità raggiunta, il bambuseto viene diradato ogni anno in inverno, per almeno il 30% della superficie. La primavera seguente, grazie alla crescita portentosa della pianta, la foresta avrà fatto ricrescere integralmente la porzione diradata per consentire, nell’inverno seguente, di diradare un altro 30%.

Questo processo continua ogni anno e per i successivi 100 anni. Il tempo di vita massimo medio del bambuseto è, quindi, di circa 100 anni, in quanto la sua fioritura gregaria avviene al centesimo anno dalla piantumazione. Nei primi otto anni di crescita, ovvero da quando il bambù viene piantato a quando diventa completamente adulto e si espande fino alle 25 canne, nelle analisi portate avanti da Forever Bambù, in collaborazione con Indaco, si parla di un assorbimento di 1071 kg (divisi in 107 kg assorbiti dai rami e dalle foglie, 581 kg dai culmi, ovvero le canne, e 303 kg da radici e rizomi, i fusti sotterranei).

Nella configurazione adulta, una pianta madre gestita secondo i criteri Forever Bambù, assorbe ogni anno 229,4 kg di Co2. Una pianta di bambù gigante moso (tra le varietà di bambù più apprezzate per la sua versatilità), in tutta la sua vita, può assorbire dunque fino a 21.105 kg di Co2 grazie ai rami, alle foglie e ai culmi. Un bambuseto Forever Bambù di un ettaro (che comprende circa 1200 piante madri di bambù che diventano circa 30.000 canne nel bambuseto adulto) preleva annualmente dall’atmosfera una quantità di anidride carbonica 36 volte maggiore rispetto ad un bosco misto di conifere e latifoglie (si parla quindi di 275 tonnellate di CO2 all’anno contro le 7,74 tonnellate di un bosco misto).

“Un ettaro di bambuseto, grazie alle nostre attività, può arrivare a compensare emissioni annuali di Co2 di circa 40 persone, pari ad oltre 275 tonnellate - dichiara Emanuele Rissone, fondatore e presidente di Forever Bambù - E’ quindi chiaro il valore delle nostre piantagioni, sia in termini di impatto ambientale sia di investimento, in quanto trattandosi di un tipo di agricoltura ancora pressoché giovane in Italia, permette una rendita altissima, e ad oggi siamo oltre 839 soci impegnati in questa bellissima realtà”.

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