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Banca Etruria, chiesti 500 milioni agli ex vertici

12 ottobre 2017 | 13.12
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Al via il processo per il caso Banca Etruria. Nuova udienza preliminare infatti stamani al Tribunale di Arezzo sulla richiesta di rinvio a giudizio per venti indagati dalla Procura aretina per il crac della vecchia banca. Accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice ex amministratori, componenti del collegio sindacale, componenti del comitato crediti e direttori generali dell'istituto di credito.

586 milioni di risarcimento danni: questa la richiesta complessiva del liquidatore di Banca Etruria Giuseppe Santoni, di cui 464 a carico degli ex amministratori.

IMPUTATI - Tra i venti imputati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, dieci dei quali per bancarotta fraudolenta, figurano gli ex presidenti di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, gli ex vicepresidenti Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami e Alfredo Berni (quest'ultimo accusato di reati relativi al tempo in cui era direttore generale, prima del 2008), l'ex direttore generale Luca Bronchi e diversi ex consiglieri d'amministrazione.

PIERLUIGI BOSCHI - Tra gli indagati in questo filone non c'è Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Maria Elena, che rivestì la carica di vicepresidente di Banca Etruria nell'ultimo cda prima del commissariamento. Secondo fonti vicine agli inquirenti, il 'caso Boschi' sta per andare verso l'archiviazione: l'unico capo d'accusa che lo riguarda è infatti quello relativo alla liquidazione dell'ex dg Bronchi (1,2 milioni di euro), dove lui e altri 13 ex consiglieri di amministrazione attendono il proscioglimento.

LIQUIDATORE: "DANNI PER 576MLN" - Intanto si apprendono nuovi dettagli sull'azione di responsabilità per risarcimento danni nei confronti di 37 tra ex consiglieri e sindaci revisori dell'istituto di credito di Arezzo, depositata al Tribunale civile di Arezzo da Giuseppe Santoni, liquidatore della vecchia Banca Etruria. La richiesta complessiva di danni ammonta a 576 milioni, di cui 464 a carico degli ex amministratori della banca e 112 addebitati a Price Waterhouse, la società di revisione che certificava il bilancio di Bpel. Santoni ha inoltrato la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento per la bancarotta dell'istituto di credito aretino.

Tra i citati per danni figurano due ex presidenti, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, quattro ex vicepresidenti, Giovanni Inghirami, Giorgio Guerrini, Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, un ex direttore generale, Luca Bronchi, e 31 fra ex membri degli ultimi tre cda (dal 2010 al crac) e revisori dei conti.

Tutti e 37 (tra cui anche gli eredi di due ex consiglieri deceduti) sono chiamati in causa come responsabili in solido della bancarotta di Banca Etruria. Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati.

L'avvocato Antonio Briguglio per conto del liquidatore scrive nella relazione che accompagna la richiesta di danni: "La vicenda Bpel ben al di là delle pur eclatanti cronache giornalistiche, è storia incredibile di mala gestio. Una banca popolare assai radicata nel territorio è stata nel giro di alcuni anni letteralmente condotta allo sfacelo. La banca è crollata, risultando totalmente spolpata, sotto il peso di una serie di errori madornali, intervallata da un'altrettanto incredibile serie di erogazioni di favore e/o in palese conflitto di interessi, ovvero dissennate o inutili". Tra i danni, si calcola anche quelli relativi alla mancata fusione con Popolare di Vicenza, per la quale il liquidatore quantifica la somma in 212 milioni (il prezzo offerto dalla banca con un'Opa). Santoni calcola anche la perdita nei finanziamenti erogati in 140 milioni: si va dai 38 milioni del fido alla Sacci (guidata da Augusto Federici, uno dei consiglieri ora citati a giudizio), ai 22 milioni dello Yacht di Civitavecchia; dai 19 milioni delle società assistite dallo studio di Luciano Nataloni (altro ex consigliere) ai 17 della villa San Carlo Borromeo dello psicoanalista Armando Verdiglione.

Nella relazione del liquidatore Santoni compare anche l'elenco dei crediti deteriorati, per un danno complessivo di 112 milioni. FILONI INCHIESTA - Il gup Borraccia è impegnato anche a decidere sulla riunificazione dei due filoni relativi alla bancarotta dell'istituto di credito aretino (che vede coinvolti una ventina tra ex amministratori e membri del cda ripartiti tra i due indagini). Con ogni probabilità, la decisione sulle circa 2.500 richieste di costituzione di parte civile potrebbe essere rinviata alla prossima udienza già calendarizzata per il 2 novembre.

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