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Banche: Unimpresa, in dodici mesi boom sofferenze +21%

17 gennaio 2015 | 14.32
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Negli ultimi dodici mesi secondo Unimpresa i crediti non riscossi degli istituti sono cresciuti del 21% attestandosi a quota 181 miliardi di euro. In calo di oltre cinque miliardi i prestiti alle famiglie per il credito al consumo

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(Infophoto)

Non si ferma la corsa delle sofferenze delle banche. Negli ultimi dodici mesi sono arrivate a 181 miliardi di euro in aumento di oltre 31 miliardi (+21%). Le rate dei finanziamenti non pagate dalle famiglie valgono quasi 34 miliardi, quelle delle imprese sfiorano quota 130 miliardi. Il resto riguarda le sofferenze della pubblica amministrazione, delle Onlus, delle assicurazioni e dei fondi pensione.

Nel frattempo migliora il quadro dei prestiti: quelli alle aziende sono lievemente aumentati di 601 milioni (+0,07%) superando gli 817 miliardi, mentre quelli delle famiglie sono ancora in calo: meno cinque miliardi in un anno giù a 596 miliardi. Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa secondo cui il calo dei mutui e del credito al consumo (-1%) trascina al ribasso il comparto degli impieghi: da novembre 2013 a novembre 2014 i finanziamenti bancari complessivamente sono scesi di 5,1 miliardi da 1.419,03 miliardi a 1.413,8 miliardi (-0,36%).

Secondo il rapporto di Unimpresa, basato su dati della Banca d'Italia, le sofferenze delle banche sono in costante aumento. Da novembre 2013 allo stesso mese del 2014 gli arretrati di aziende e cittadini sono passati da 149,6 miliardi a 181,1 miliardi in crescita di 31,5 miliardi (+21,08%).

Nel dettaglio, le sofferenze delle imprese sono passate da 103,1 miliardi a 129,9 miliardi in salita di 26,8 miliardi (+26,02%), quelle delle famiglie sono passate da 31,5 miliardi a 33,8 miliardi in crescita di 2,3 miliardi (+7,42%) e le sofferenze delle imprese familiari sono salite di 1,8 miliardi (+14,71%) da 12,9 miliardi a a 14,8 miliardi. In aumento anche le sofferenze di pubblica amministrazione, Onlus, assicurazioni e fondi pensione.

Il rapporto tra prestiti e sofferenze adesso è al 12,81%, mentre a novembre 2013 era al 10,54%. Sul versante dei prestiti va registrata la nota positiva arrivata dai finanziamenti di media durata (fino a cinque anni) destinati alle imprese, in aumento di 4,9 miliardi (+3,93%) da 124,8 miliardi a 129,7 miliardi.

I finanziamenti 'a breve' (fino a un anno) sono invece calati di 2,7 miliardi (-0,90%) da 301,9 miliardi a 299,2 miliardi. In diminuzione anche i prestiti di lungo periodo (oltre 5 anni), scesi di 1,6 miliardi (-0,41%) da 390,2 miliardi a 388,6 miliardi. Complessivamente i finanziamenti alle aziende sono quindi lievemente aumentati di 601 milioni (+0,07%) da 817 miliardi a 817,6 miliardi.

Resta negativo il quadro dei prestiti alle famiglie: per il credito al consumo -1,1 miliardi (-1,93%) da 58,4 miliardi a 57,3 miliardi; per i mutui -2 miliardi (-0,55%) da 361,8 miliardi a 359,8 miliardi; per i prestiti personali -2,6 miliardi (-1,44%) da 181,6 miliardi a 179,07 miliardi. In totale, i finanziamenti alle famiglie sono calati di 5,7 miliardi (- 0,95) da 602,03 miliardi a 596,2 miliardi.

"Al governo di Matteo Renzi abbiamo detto che le parole magiche sono credito e fisco - dice il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi - ci aspettiamo sforzi enormi, quindi, per far ripartire il mercato dei finanziamenti bancari e, soprattutto, per attuare un concreto piano volto alla riduzione del peso delle tasse sulle famiglie e sulle imprese".

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