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Banche, rapporto Abi: sofferenze nette scendono a 76,5 miliardi a maggio

18 luglio 2017 | 16.49
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Le sofferenze nette - cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse - sono scese a 76,5 miliardi di euro a maggio 2017, un valore in riduzione sia rispetto ai 77,4 miliardi del mese precedente (e toccando il valore più basso da maggio 2014), sia rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). E' quanto emerge nel Rapporto mensile dell'Abi.

In particolare, rispetto al picco di 89 miliardi toccato a novembre 2015 si registra una riduzione delle sofferenze nette di quasi il 14%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto a 4,38% a maggio 2017 (4,89% a fine 2016). Dai dati di giugno 2017, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +1,5%, rafforzando ulteriormente la dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere.

La raccolta da clientela. In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine giugno, di quasi 58 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +4,3% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 52 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -14,2%).

La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) registra a giugno una lieve crescita su base annua pari a +0,4%, era -0,1% il mese precedente. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a quasi 1.708,3 miliardi di euro, segnando un aumento - in valore assoluto - di oltre 159 miliardi.

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