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Banda larga, il decreto non ci sarà. Giacomelli: "Incentivi al Cipe in autunno"

26 giugno 2015 | 12.12
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(Infophoto)

"Non ci sarà il decreto sulla banda ultralarga". Ad annunciare che per una serie di strumenti, in primo luogo gli incentivi pubblici, si andrà direttamente al Cipe "tra settembre e ottobre" è il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, precisando che ieri è arrivato il parere del Dipartimento affari giuridici e legali di Palazzo Chigi.

''Siamo arrivati a capo dell'approfondimento e abbiamo avuto ieri sera -ha spiegato il sottosegretario- il parere depositato dal Dagl'' che ha indicato come ''per una serie di strumenti non c'è bisogno di una norma primaria''. Si tratta in particolare degli incentivi pubblici a gara per le aree dove nessun operatore esprime interesse a intervenire (le cosiddette aree bianche), la partnership pubblico-privato, l'intervento diretto di Infratel. Giacomelli ha poi specificato che il governo deciderà nei prossimi giorni come procedere per le misure di incentivo allo sviluppo della banda ultralarga per cui ''serve una norma'', visto che ''è difficile motivare il requisito di urgenza''. Tornando ai tempi della richiesta al Cipe, Giacomelli ha spiegato che si pensa all'autunno e cioè ''dopo aver fatto il piano operativo e concluso la consultazione con gli operatori'' che permetterà di capire quali sono le aree "bianche".

Il governo deciderà nei prossimi giorni come procedere per le misure di incentivo allo sviluppo della banda ultralarga per cui ''serve una norma'', visto che ''è difficile motivare il requisito di urgenza'', ha spiegato ancora il sottosegretario indicando che ''martedì avrà luogo un coordinamento a palazzo Chigi'' per decidere come procedere. Le misure interessate da questo provvedimento sono il credito d'imposta, il Fondo di garanzia e i voucher agli utenti.

Positivo il giudizio delle imprese, espresso dal presidente di Asstel Cesare Avenia, in merito al ricorso al Cipe.

Critico invece il segretario della Slc Cgil Michele Azzola sullo stop al decreto Comunicazioni: una decisione, dice, che potrebbe essere motivata dalla mancanza si risorse.

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