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Bankitalia: al 5% famiglie più abbienti il 30% della ricchezza

03 dicembre 2015 | 15.40
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Il 5 per cento delle famiglie più abbienti, con un patrimonio medio di 1.300.000 euro , deteneva a fine 2014 oltre il 30 per cento della ricchezza. Nello stesso anno, il reddito familiare annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato in media pari a circa 30.500 euro, circa 2.500 euro al mese. Lo indica Bankitalia nell'indagine sui bilanci delle famiglie italiane nel 2014. La mediana del reddito familiare (il reddito della famiglia che occupa la posizione centrale della distribuzione) è inferiore alla media e pari a 25.700 euro, cioè circa 2.100 euro al mese. Il 10 per cento delle famiglie a più alto reddito percepisce più di 55.000 euro (circa 4.600 euro al mese).

Il reddito familiare si compone, in media, per il 40% di reddito da lavoro dipendente, per più di un quarto da trasferimenti (pensioni, Cig, ecc.), per circa l’11% di reddito da lavoro autonomo e per il restante 21% di reddito da capitale (affitti effettivi, imputati, rendite finanziarie), continua la Banca d'Italia. Nel 2014 il reddito familiare netto medio è stato pari a circa 30.500 euro annui. Tra il 2012 e il 2014 se ne è arrestata la diminuzione, che proseguiva dal 2008 ed era collegata principalmente alla riduzione dei redditi da lavoro, dipendente e autonomo. Il reddito equivalente, una misura del livello di benessere individuale ottenuta tenendo conto della struttura familiare, è ancora diminuito, sebbene molto meno intensamente che negli anni precedenti. Vi ha contribuito la crescita, per la prima volta dai primi anni ottanta, della dimensione media dei nuclei familiari.

Alla fine del 2014 la ricchezza netta delle famiglie italiane era in media di 218.000 euro. Il patrimonio del 30 per cento delle famiglie italiane più povere (7.000 euro in media) rappresentava meno dell’1 per cento della ricchezza complessiva; per contro, il 5 per cento delle famiglie più abbienti, con un patrimonio medio di 1.300.000 euro, deteneva oltre il 30 per cento della ricchezza complessiva. Per larga parte delle famiglie il patrimonio è costituito in misura preponderante dall’abitazione di residenza.

Tra il 2012 e il 2014 la ricchezza netta familiare media è scesa in termini reali dell’11 per cento, per effetto di una significativa diminuzione tra le famiglie più abbienti (-15 per cento nel quinto più alto) dipesa in larga parte dal calo del prezzo degli immobili. Per le famiglie al di sotto della mediana della ricchezza, il patrimonio netto medio è aumentato del 4 per cento, quasi interamente per il calo delle passività finanziarie che riflette sia la minore esposizione media degli indebitati sia il minor numero di questi ultimi. Le condizioni di vulnerabilità finanziaria, identificate dalla presenza congiunta di una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito e da un reddito monetario inferiore a quello mediano, riguardano l’11,4 per cento delle famiglie indebitate e il 2 per cento del totale; erano rispettivamente il 13,5 e il 2,6 per cento nel 2012.

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