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Bankitalia: frena l'economia globale, pesano i prezzi dell'energia e delle materie prime

19 novembre 2021 | 18.45
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Diffuso il Rapporto sulla stabilità finanziaria. Per l'Italia i rischi sui conti pubblici sono moderati, anche se persistono vulnerabilità di medio termine che però possono essere affrontate attraverso un’efficace attuazione del Pnrr. Sale la ricchezza delle famiglie ma in modo non omogeneo, migliorano i bilanci delle imprese

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La sede di Bankitalia a Roma (Fotogramma)

L’economia globale continua a beneficiare degli effetti della campagna di vaccinazione e delle politiche espansive delle autorità monetarie e fiscali ma, negli ultimi mesi, sono emersi segnali di rallentamento. La rigidità dell’offerta, insieme all’aumento del prezzo delle materie prime e dei prodotti energetici, stanno determinando pressioni sui prezzi più persistenti del previsto. E' quanto si legge nel Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia.

In base a quanto attualmente valutabile, indica l'istituto di via Nazionale, gli effetti sulle aspettative di inflazione a lungo termine sono stati finora di lieve entità. Sui mercati finanziari gli spread sovrani di alcuni paesi dell’area dell’euro hanno registrato un marcato aumento tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre in connessione con i timori di un’eventuale riduzione dell’accomodamento monetario.

L'Italia - Nel nostro Paese, spiegano da via Nazionale, i rischi per la stabilità finanziaria sono moderati e persistono vulnerabilità di medio termine, collegate soprattutto con la possibilità che la crescita economica, attualmente solida, perda di intensità. Queste vulnerabilità possono essere affrontate attraverso un’efficace attuazione del Pnrr, che assicuri anche un sentiero di significativa e duratura riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto.

Inoltre, evidenzia Bankitalia, i programmi di acquisto di titoli pubblici e privati dell’Eurosistema contribuiscono a mantenere distese le condizioni di finanziamento sui mercati, anche nel comparto dei titoli di Stato. Gli spread sulle obbligazioni private rimangono su livelli storicamente bassi, sia nel segmento investment grade sia in quello high yield. La progressiva riduzione dei tassi di insolvenza delle imprese, resa possibile dal buon andamento dell’economia, attenua il rischio di bruschi cali dei corsi obbligazionari.

Famiglie e imprese - Il miglioramento ciclico e i provvedimenti di sostegno si sono tradotti in una crescita complessiva del risparmio e della ricchezza finanziaria, sebbene non omogenea tra le diverse categorie di famiglie e i rischi connessi con la situazione finanziaria restano nel complesso limitati. L’indebitamento delle famiglie, continua l'istituto di via Nazionale, risulta in moderato aumento, ma rimane basso nel confronto internazionale. La capacità di rimborso dei prestiti è buona, anche grazie ai bassi tassi di interesse e la quota di debito detenuto dai nuclei finanziariamente vulnerabili è relativamente contenuta. Quanto alle imprese, la ripresa della redditività, l’abbondante liquidità accumulata nel periodo della pandemia e le favorevoli condizioni di accesso al credito contribuiscono a un significativo miglioramento dei bilanci. Grazie alla solida ripresa dell’economia, la progressiva riduzione delle misure pubbliche di sostegno sta avvenendo senza indurre tensioni. Lo sostiene la Banca d'Italia nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria. Rischi, indica il documento, potrebbero derivare da un’evoluzione del quadro economico e della redditività delle aziende meno favorevole di quanto ci si attende al momento. Inoltre, continua la Banca d'Italia, nella prima metà del 2021 la leva finanziaria, misurata dal rapporto tra i debiti finanziari e la somma degli stessi con il patrimonio netto, si è lievemente ridotta, al 39,9%, rimane tuttavia più alta di 1,3 punti percentuali rispetto all’inizio della pandemia. Nelle principali economie europee l’andamento della leva dalla fine del 2019 è stato eterogeneo: in tutti i paesi l’indebitamento ha contribuito alla sua crescita; il contributo del valore di mercato del patrimonio è stato invece differenziato. In prospettiva, le imprese italiane intervistate nel sondaggio congiunturale si attendono una riduzione del leverage entro la fine dell’anno.

Banche - Le misure messe in campo dal governo a sostegno di famiglie e imprese e la ripresa economica hanno contribuito ad attenuare gli effetti della pandemia sulla qualità degli attivi bancari. Il tasso di deterioramento dei prestiti è stabile su livelli storicamente contenuti e le dismissioni di crediti deteriorati proseguono. Sono tuttavia aumentati, avverte l'istituto di via Nazionale, i prestiti in bonis oggetto di misure di concessione (forborne exposures), soprattutto tra i prenditori che hanno beneficiato di moratorie. Secondo Bankitalia, è "importante che le banche prestino particolare attenzione alla valutazione della capacità di rimborso dei debitori e alle conseguenti decisioni di accantonamento". In prospettiva, si legge ancora nel documento, un fattore di vulnerabilità per gli intermediari può derivare dalla crescente digitalizzazione dei servizi finanziari e dal maggiore ricorso all’esternalizzazione di attività, che aumentano l’esposizione ai rischi cibernetici e a quelli per la continuità operativa. "La consapevolezza di questi nuovi rischi da parte degli intermediari nonché la loro integrazione nei sistemi di governo e controllo sono fondamentali per un’efficace azione di contrasto", spiegano da via Nazionale.

Sul fronte della redditività bancaria, questa è migliorata in misura significativa nella prima metà dell’anno, principalmente per effetto del calo delle rettifiche di valore su crediti. Altri fattori che vi hanno contribuito, come i ricavi da negoziazione, hanno natura temporanea e potrebbero non estendersi alla seconda parte del 2021. Inoltre, si legge, la patrimonializzazione si è leggermente ridotta, soprattutto per il venire meno del trattamento prudenziale transitorio connesso con l’adozione del principio contabile Ifrs 9. Secondo via Nazionale, la patrimonializzazione dovrebbe risentire in maniera contenuta della ripresa del pagamento dei dividendi a seguito della scadenza delle raccomandazioni emanate dai supervisori, che avevano posto limiti alla loro distribuzione durante l’emergenza sanitaria.

Assicurazioni - Il settore assicurativo è tornato alle condizioni pre-pandemia. Nella prima metà del 2021 l’indice di solvibilità medio delle compagnie è ulteriormente salito. La redditività e la raccolta premi sono aumentate grazie al buon andamento del comparto vita. Il settore, precisa l'istituto di via Nazionale, ha recuperato le condizioni precedenti "in termini di patrimonializzazione, redditività e raccolta premi".

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