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"Barca in pericolo con 50 persone a bordo"

26 agosto 2019 | 12.06
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Allerta 'Alarm Phone': persi contatti, ci sono donne e bambini. Altre 101 persone soccorse a 43 miglia da Al-Khoms

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Immagine d'archivio (AFP)

Domenica "siamo stati contattati da una barca in pericolo proveniente dalla #Libia. A bordo 50 persone , tra cui 20 donne e molti bambini. Dopo aver ricevuto la posizione GPS abbiamo informato le autorità di Malta e la Guardia Costiera. Abbiamo poi perso contatto con la barca". Così su Twitter 'Alarm Phone'. "Temiamo che sia avvenuta un’altra operazione di intercettazione e respingimento da parte della cosiddetta guardia costiera libica, in cooperazione con le autorità europee. Nel Mediterraneo, stragi di massa e violazioni dei diritti umani continuano a rimanere invisibili".

Intanto, come scrive su Twitter 'Mediterranea Saving Humans', altra operazione di soccorso in giornata: "La nave Eleonore di Lifeline ha operato il soccorso di 101 persone a bordo di un gommone che stava affondando a 43 miglia da Al-Khoms". "Mentre erano in corso le operazioni di soccorso da parte del rescue team di #Eleonore, una motovedetta della cosiddetta 'guardia costiera libica' si è minacciosamente avvicinata al gommone, terrorizzando i naufraghi" denuncia Mediterranea. Dopo che la motovedetta "si è allontanata, le persone sono tutte tratte in salvo a bordo della #Eleonore che sta facendo rotta verso nord alla ricerca di un #portosicuro per lo sbarco dei naufraghi". "Cento persone sono state salvate dal mare e dall'inferno della #Libia dalla nave #Eleonore di Lifeline - cinguettano -. Mentre l'UE è complice dei crimini libici, le navi della società civile riportano in mare i diritti umani e la speranza".

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