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Base jumping: Parlamento, servono regole, non può diventare 'serial killer'/Adnkronos

14 dicembre 2014 | 17.38
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Vietarlo è impossibile, ma si può intervenire per evitare che il base jumping, il salto da base fissa con il paracadute, si trasformi in un serial killer. E' di pochi giorni fa la notizia dell'ennesima vittima, il trentanovenne Leonardo Piatti che ha compiuto il suo ultimo salto da uno dei luoghi cult dei jumpers italiani, il Monte Brento in Trentino. In agosto altre due vittime, sempre su quelle rocce, uno spagnolo e una russa di appena vent'anni.

In Parlamento c'è chi, come il deputato trentino del gruppo Misto Mauro Ottobre, chiede norme che limitino al massimo i rischi di questa disciplina. La proposta di Ottobre ha come punto di partenza proprio la zona del Monte Brento, ma è chiaro che le misure proposte da Ottobre verrebbero estese a tutte le aree del Paese dove questo sport può essere praticato.

L'obiettivo è quello di aiutare i jumpers a limitare al massimo i rischi. Installando, ad esempio, strutture di rilevazione meteorologica 'dedicate' al base jumping nelle aree scelte per il lancio; attivando 'punti informativi' e strutture di supporto nelle zone dove questa pratica è più diffusa; promuovendo campagne informative sui rischi e sulle precauzioni da prendere per lanciarsi il più possibile in sicurezza; elaborando codici di autodisciplina che prevedano precise regole di comportamento.

60% incidenti mortali dovuto a preparazione non adeguataNon c'è dubbio che il Monte Brenta sia una delle mete preferite dei jumpers, non solo italiani. Uno sperone di roccia che sembra fatto apposta per questa disciplina, con la parete che rientra come a formare un gigantesco trampolino di pietra. Ogni anno si contano più di 4mila lanci, e neppure la lista delle vittime, che si allunga sempre di più, riesce a fermare questo trend.I jumpers più esperti sono convinti che molte tragedie si sarebbero potute evitare con più informazioni e una maggiore preparazione. La proposta di Ottobre, assegnata alla commissione Cultura di Montecitorio, potrebbe contribuire a colmare questo vuoto, visto che vietare il base jumping non è possibile. E anche se ci fosse una norma in questo senso, sarebbe tecnicamente difficile farla rispettare. Inoltre, se questa norma esistesse, le amministrazioni pubbliche potrebbero essere esposte a richieste di risarcimento.Preparare meglio i jumpers, sostiene Ottobre, è fondamentale, perchè il 60 per cento degli incidenti mortali sono dovuti, come è emerso dall'analisi delle cause, ad una non adeguata preparazione eil restante 40 per cento dall'errore umano: "riuscire a controllare la vela alla perfezione e assumere una corretta posizione durante la caduta libera -sottolinea il deputato- sono condizioni fondamentali per l'incolumità del jumper". Del resto, dicono i saltatori con più lanci alle spalle, il base jumping è come andare a 400 chilometri all'ora su una Ferrari.

Iba, per saltare servono almeno 250 lanci come paracadutista sportivo"Regolamentare questa attività sportiva -insiste Ottobre- è diventato necessario, oltre che per il numero sempre maggiore di appassionati, anche e soprattutto per una questione di sicurezza. L'installazione delle attrezzature necessarie a conoscere la situazione meteorologica e un punto informativo dove un esperto saltatore indichi le caratteristiche del luogo e possa insegnare le tecniche di lancio contribuiscono a evitare o, quanto meno, a limitare, gli incidenti mortali".La proposta del deputato trentino vuole coinvolgere i comuni entro i cui confini insistono le aree di lancio per i jumpers, chiamandoli a collaborare nella realizzazione e nella gestione dei punti informativi e delle strutture di supporto. Il governo può concedere agevolazioni alle associazioni e alle società sportive di base jumping anche sotto il profilo dei costi assicurativi per gli interventi di soccorso.Anche l'Italian Base Association, l'associazione dei jumpers italiani, è molto chiara sui rischi di questa disciplina: per avvicinarsi al mondo del base jump, si legge nel sito, occorre "per forza una base d’esperienza, minimo 250-300 lanci, come paracadutista sportivo. Senza le basi tecniche acquisite durante i lanci da un aereo il rischio di incidente nella pratica di un salto di base jump è altissimo". Del resto, commenta uno dei jumpers più esperti, lanciarsi "è come andare a 400 chilometri all'ora su una Ferrari"

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