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Batacchi (Rid): "guerra di attrito ma con propaganda fatta di video-monito a nemici"

23 marzo 2022 | 17.20
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"Siamo in una situazione di scontro-guerra di attrito. I russi stanno perdendo la spinta offensiva soprattutto in alcune zone, in particolare Kiev, anche perché le forze non sono sufficienti e la logistica è molto complessa. Vero è che in alcuni settori i russi si stanno apprestando per una guerra di posizione. Peraltro, proprio a Kiev, gli ucraini hanno aperto una diga sul fiume Irpin, hanno allagato tutto di fatto trasformando la zona in una palude enorme e impedendo movimenti significativi sul terreno. Si è parlato anche di una sorta di controffensiva, ancorché circoscritta, degli ucraini ma non ci sono conferme". A tracciare un bilancio del conflitto russo-ucraino a un mese dal suo inizio è, all'Adnkronos, Pietro Batacchi, direttore di Rid, Rivista Italiana Difesa.

"In questa fase il fronte più importante è quello di Mariupol - continua il giornalista - dove si sta combattendo una battaglia urbana durissima anche perché i difensori, quindi il reggimento Azov e una brigata di fanteria di marina ucraina, stanno sfruttando l'Azovstal, una grande acciaieria piena di cunicoli, di tunnel: per stanarli bisogna andare lì. E lì la resistenza ucraina può andare avanti a lungo, anche perché gli ucraini negli ultimi anni si sono addestrati in condizioni al limite della sopravvivenza, senza rifornimenti, senza cibo. Credo che il focus dei russi in questo momento sia Mariupol per una ragione strategica, perché Mariupol gli consentirebbe di completare il collegamento tra Crimea, Donbass e oblast' russo di Rostov, ma anche perché sarebbe la prima vera vittoria simbolica per Putin e in qualche misura potrebbe anche incidere su un negoziato più serio".

Su scenari ancora possibili e un eventuale cessate il fuoco, Batacchi spiega: "Credo che si vada avanti ancora per giorni, settimane forse, non vedo sbocchi in questo momento: i difensori sono tosti quanto i russi. E' uno scontro di tipo medievale con efferatezze di ogni genere da entrambe le parti. Ci sono video raccapriccianti che vengono postati o condivisi su chat e social, sono segnali che si danno all'avversario per terrorizzarlo, una cosa che si fa, tra l'altro, da ambo i lati. E' una guerra di posizione, vecchia maniera, con l'aggiunta però dello strumento social utilizzato in maniera egregia soprattutto dagli ucraini, che stanno ampiamente vincendo la battaglia di immagine e propaganda guidati dal loro presidente che in questo può far valere anche la sua vita precedente".

Non solo. "I russi stanno trovando difficoltà da qualche giorno anche ad avanzare nel Donbass, dove da otto anni gli ucraini si sono ampiamente trincerati, e loro non hanno forze sufficienti. Si pensi - conclude il direttore di Rid - che per liberare il Kuwait nel '91 solo gli americani misero in campo mezzo milione di soldati: i russi in questo momento stentano ad averne in Ucraina 170, 180mila e devono comunque ricorrere alla riserva poco addestrata e numericamente poco rilevante. Oltretutto hanno davanti hanno un nemico molto tosto, che oltre a combattere per la propria casa è militarmente di assoluto rilievo. Gli ucraini, insomma, non sono proprio gli iracheni".

(di Silvia Mancinelli)

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