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Battaglia (Confsal Unsa), aprire subito tavolo per rinnovo contratti pubblici

05 giugno 2014 | 14.38
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Roma, 5 giu. (Labitalia) - "Aprire sin da subito un tavolo negoziale per il rinnovo dei contratti sia nella parte giuridica che economica, poiché ciò rappresenta il banco di prova dal quale dipenderà il giudizio sul governo rispetto al lavoro pubblico, vale a dire se esso sarà in grado di rispondere alla domanda di equità e giustizia sociale che proviene dai lavoratori del settore". Lo chiede Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa.

"Il diritto al rinnovo contrattuale nel pubblico impiego e l'eliminazione della trattenuta del prelievo previdenziale del 2,50% nella busta paga sono finalmente al vaglio della Corte Costituzionale", afferma Battaglia.

"Aspettiamo fiduciosi il 7 ottobre quando la Confsal-Unsa, in qualità di parte ricorrente insieme ai lavoratori di Reggio Emilia, discuterà davanti alla Corte Costituzionale la causa di incostituzionalità del prelievo previdenziale del 2,50% dalla busta paga dei dipendenti pubblici -rende noto Battaglia- così come presto ci attendiamo la fissazione dell’udienza da parte della Corte sull’altro ricorso promosso dalla Confsal-Unsa per gli aumenti contrattuali, dove auspichiamo una sentenza uguale a quella emessa già dalla Corte che ha riconosciuto gli aumenti di stipendio ai magistrati".

- "E’ strano però -sottolinea il segretario generale- che in un Paese civile sia necessario percorrere la via giudiziaria con ricorsi mirati per rivendicare i diritti fondamentali dei cittadini e dei lavoratori. Deve essere la politica a risolvere le questioni, non a porre continuamente i problemi".

"Se è vero che il 13 giugno 2014 ci sarà la presentazione della riforma della pubblica amministrazione -continua Battaglia- i lavoratori aspettano il rinnovo del contratto dal 2009. La Pa va migliorata, certo, ma si debbono anche ristabilire i diritti negati ai lavoratori, primo fra tutti quello del ripristino del potere di acquisto dello stipendio, falcidiato negli anni da blocchi contrattuali, prelievi fiscali e previdenziali, e tasse di ogni tipo. E' con lo stipendio -prosegue Battaglia- che vanno avanti milioni di nuclei familiari, oggi sempre più prossimi alla soglia di povertà".

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