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Diritti d'autore

Battaglia su copyright 'Happy Birthday', la Warner rischia milioni

21 agosto 2015 | 15.52
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(Xinhua)

E' una semplice canzoncina, che si intona in famiglia o fra amici, ma intorno alla quale si è scatenata una battaglia legale da milioni di dollari. Per il colosso Warner Music, infatti, 'Happy Birthday to You' è una vera e propria gallina dalle uova d'oro che rende ogni anno in diritti d'autore circa 2 milioni di dollari. Ma oggi la 'pacchia' potrebbe presto finire, se un tribunale americano dovesse stabilire che in realtà il motivetto è libero da copyright.

A lanciare nel 2013 la sfida al colosso della musica è stata la regista Jennifer Nelson che, durante la preparazione di un documentario sulla nascita e la diffusione di 'Happy Birthday to You', ha scoperto un documento legale da cui si evincerebbe che in realtà il diritto d'autore vantato dalla Warner non era valido.

Le origini della canzoncina risalgono a una melodia composta nel 1893 dalla musicista americana Mildred Hill (Il titolo originale era 'Good Morning to You' e veniva usata negli asili) e che nei decenni successivi era stata adattata a diverse occasioni per poi affermarsi a livello mondiale come motivetto augurale per i compleanni. Nel 1935 la Summy Company registrò la melodia, attribuendone la paternità a altri due musicisti e nel 1988 la Warner acquistò la società per 25 milioni di dollari, acquisendo i diritti d'autore sulla canzoncina, richiesti implacabilmente a chiunque la utilizzi fuori dall'ambito domestico.

Ogni giorno il copyright su 'Happy Birthday to you' - richiesto a costruttori di giocattoli, ristoranti e persino agli scout - rende circa 5mila dollari. La stessa Nelson, per preparare il suo documentario, ha dovuto pagare una licenza di 1500 dollari per usare la canzoncina.

Peccato che - come emerso da un documento scovato dalla Nelson all'ultimo momento, come in un film - una raccolta di spartiti del 1922 riporti il motivetto di 'Happy Birthday' senza nessun riferimento di copyright e, dal momento che qualsiasi opera pubblicata prima del 1923 è di pubblico dominio, i diritti vantati dalla Warner sarebbero ormai decaduti.

La sentenza del tribunale di Los Angeles incaricato di decidere sul copyright della canzoncina più famosa del mondo potrebbe arrivare a breve. Solo allora si saprà se la Warner potrà incassare le sue royalties fino al 2030 (quando il diritto d'autore scadrà negli Usa, l'Europa invece sarà 'libera' al 31 dicembre 2016) o se potremo intonare 'Tanti auguri a te' senza problemi. Nel frattempo si potrebbe copiare l'idea di un giornalista americano, che - dopo aver cantato la canzoncina al compleanno della figlia - ha saldato le royalties inviando una fetta della torta alla Warner Music.

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