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Bce: la ripresa prosegue ma i rischi restano

17 dicembre 2015 | 10.15
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In Italia impatto crisi più forte su occupazione

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Mario Draghi (foto Infophoto) - INFOPHOTO

La ripresa economica dell'area euro dovrebbe proseguire, sebbene i rischi restino orientati verso il basso. E' quanto scrive la Bce nel suo bollettino diffuso oggi. La domanda interna, scrive l'istituto di Francoforte, dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria della Bce e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, nonché dai precedenti progressi sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Quanto all'Italia, la crisi ha avuto un impatto più forte sull'occupazione rispetto al resto dell'area Euro.

Inoltre, i bassi prezzi del petrolio "sosterrebbero il reddito disponibile reale delle famiglie e la redditività delle imprese, e di riflesso i consumi privati e gli investimenti. In aggiunta, è probabile che la spesa pubblica aumenti in alcune parti dell’area dell’euro, a seguito delle misure adottate a sostegno dei rifugiati. Tuttavia - avverte la Bce - la ripresa economica dell’area continua a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti e dal moderato andamento dell’interscambio mondiale, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali".

I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro rimangono orientati al ribasso, ribadisce quindi la Banca Centrale Europea, e sono connessi in particolare "alle maggiori incertezze riguardo all’evoluzione dell’economia mondiale, nonché a rischi geopolitici di ampia portata. Questi rischi sono potenzialmente in grado di influire sulla crescita mondiale - conclude l'istituto guidato da Mario Draghi nella sua analisi - e sulla domanda esterna di esportazioni dell’area, nonché sulla fiducia più in generale".

Nel periodo precedente la riunione del Consiglio direttivo di dicembre, ricorda la Bce nel suo bollettino, le condizioni nei mercati finanziari dell'area dell'euro "sono state influenzate dalle aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria. Tali attese hanno causato flessioni significative dei rendimenti sulle obbligazioni sovrane in tutti i paesi dell'area dell'euro". I mercati azionari dell'area, continua la Banca Centrale Europea, hanno mostrato un considerevole rafforzamento. L'euro si è deprezzato, in parte "per le attese di un intervento di politica monetaria", si legge nel bollettino statistico.

La ripresa economica dell'area dell'euro, ricorda ancora l'istituto di Francoforte, è sempre più sostenuta dalla domanda interna. Nel terzo trimestre del 2015 il Pil in termini reali è aumentato dello 0,3% sul periodo precedente, dopo un incremento dello 0,4% nel secondo trimestre. "Questa evoluzione è ascrivibile al protratto contributo positivo dei consumi insieme all'andamento più moderato degli investimenti e delle esportazioni. I dati delle indagini congiunturali più recenti indicano il perdurare dell'espansione del prodotto in termini reali per l'ultimo trimestre dell'anno", conclude la Bce nella sua analisi.

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