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Bce: pronti a strumenti non convenzionali contro la deflazione

14 agosto 2014 | 11.20
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La Banca centrale europea avverte che la ripresa dell'economia della zona euro è "moderata e disomogenea" e che "la disoccupazione resta elevata". E chiede più slancio per le riforme strutturali "per incrementare il potenziale di crescita"

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(Xinhua)

La Bce è pronta ad adoperare "strumenti non convenzionali" qualora "si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato".

Inflazione - Quanto ai rischi sulle prospettive per l'andamento dei prezzi, la Bce osserva quanto, "sia al rialzo che al ribasso, siano limitati e sostanzialmente bilanciati nel medio periodo". L'Eurotower ricorda inoltre che secondo la stima di Eurostat, in luglio l'inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC si è collocata allo 0,4 per cento nell'area dell'euro, rispetto allo 0,5 per cento di giugno. Tale evoluzione riflette soprattutto rincari dell'energia più contenuti, mentre le altre principali componenti dell'indice si sono mantenute sostanzialmente invariate. In base alle informazioni attualmente disponibili, l'inflazione armonizzata si dovrebbe attestare su livelli modesti nei prossimi mesi, per poi aumentare gradualmente nel corso del 2015 e del 2016.

Ripresa - La Banca centrale europea avverte poi che la ripresa dell'economia della zona euro resta "moderata e disomogenea" e che "i rischi per le prospettive economiche dell'eurozona restano orientati al ribasso". La Bce indica in particolare tra i rischi la situazione geopolitica, gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari ma anche "riforme strutturali insufficienti nei paesi dell'area nonché a una domanda interna inferiore alle attese".

Lavoro - Quanto al mercato del lavoro, nonostante "qualche ulteriore segnale di miglioramento", "la disoccupazione resta elevata" nell'eurozona e "la capacità produttiva inutilizzata permane nel complesso notevole".

Riforme - La Bce chiede poi ai paesi della zona euro più sforzi per le riforme e conti in ordine per "ridurre gli elevati rapporti debito-pil". Sul fronte delle finanze pubbliche, "in anni recenti un complessivo risanamento ha contribuito alla riduzione degli squilibri di bilancio - si legge nel bollettino - Importanti riforme strutturali hanno potenziato la competitività e la capacità di aggiustamento dei mercati nazionali del lavoro e dei beni e servizi. È ora necessario che questi sforzi acquisiscano slancio per incrementare il potenziale di crescita dell'area dell'euro". Per l'Eurotower, "le riforme strutturali dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti privati e la creazione di posti di lavoro. Al fine di ripristinare finanze pubbliche sane, i paesi dell'area dell'euro dovrebbero procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti nel riequilibrio dei conti pubblici".

Secondo i risultati della Survey of Professional Forecasters, pubblicata sul bollettino mensile dell'Istituto di Francoforte, il pil nell'area dell'euro dovrebbe crescere dell'1% nel 2014 contro +1,1% stimato in precedenza dagli esperti della Bce. Il pil nel 2015 dovrebbe registrare una crescita dell'1,5% nel 2015 e dell'1,7% nel 2016 come stimato in precedenza. Per quanto riguarda invece la disoccupazione gli esperti della Bce puntano su un tasso dell'11,6% nel 2014 (contro 11,8% stimato in precedenza) e su 11,3% nel 2015 (contro 11,5% stimato in precedenza). Per il 2016 gli esperti della Bce puntano ad un tasso di disoccupazione del 10,8% contro 11% stimato in precedenza.

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