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Lavoro: Bellanova, per governo lotta a sommerso è scelta strategica

10 settembre 2014 | 17.46
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Il sottosegretario al Lavoro alla sessione plenaria del Cese a Bruxelles.

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"La promozione della legalità è la premessa per la creazione di occupazione e lavoro dignitoso, quindi per il superamento della crisi economica, per la crescita sostenibile, il progresso e la giustizia sociale". E' quanto dichiara la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova, in vista della partecipazione alla sessione plenaria del Cese, il Comitato Economico e Sociale europeo, in corso a Bruxelles.

In particolare, la sottosegretaria prenderà parte al dibattito tematico collegato all'adozione del parere su "Una piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso".

"La congiuntura economica negativa che interessa i nostri paesi - chiarisce Bellanova -incide sul proliferare del lavoro irregolare, a tal punto che l'Istat ha presentato il nuovo metodo di calcolo del Pil nazionale che include anche l'incidenza del sommerso sulla ricchezza complessiva del Paese (incidenza stimata all'11,5% nel 2011, un dato notevole). Ma voglio sottolineare che è proprio il lavoro sommerso ad aggravare la crisi e ad aumentare la povertà e non viceversa".

"Esso causa infatti - spiega - una riduzione del gettito fiscale e quindi delle risorse pubbliche, alimenta il dumping, distorce la concorrenza, determina la perdita di contributi previdenziali e un generale peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Per queste ragioni il governo italiano - continua la sottosegretaria - individua nella lotta al lavoro non regolare una scelta strategica fondamentale per l'Unione e considera l'emersione un fattore di crescita e di rilancio della competitività del sistema economico e sociale, secondo gli obiettivi della strategia Europa 2020".

"Per questa ragione - conclude Bellanova - il governo italiano ha programmato per tutto il 2014 un piano straordinario di ispezioni con il coinvolgimento del personale ispettivo di tutti gli Uffici territoriali e l'effettuazione di almeno 50.000 'accessi brevi' per la verifica dell'impiego di manodopera in nero nei settori che presentano una maggiore incidenza del fenomeno".

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