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Bellezza: chirurgo su star anti-botox, servono buon senso e mani esperte

02 maggio 2014 | 18.17
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Milano, 2 mag. (Adnkronos Salute) - "Non sono il botulino, i filler o gli interventi di chirurgia estetica a fare danni, ma il loro cattivo uso. Perché tutti questi strumenti, utilizzati con buon senso e da mani esperte, garantiscono risultati di massima naturalezza senza nulla togliere alle espressioni del volto". Parola del chirurgo plastico Paolo Santanché, che commenta all'Adnkronos Salute l'ultima voce anti-botox arrivata da Hollywood, con la denuncia dell'ex Bond Girl Serena Gordon: per restare sulla breccia nell'era delle immagini ad alta definizione, "tutti gli attori, uomini e donne, anche giovani, devono riempirsi di botulino", accusa l'agente MI6 di 'GoldenEye', film del '95 con Pierce Brosnan nel ruolo dell'agente 007, che nel 2009 ha deciso di ritirarsi da un "mondo crudele".

I 'ritocchi' ben fatti "allungano la giovinezza senza stravolgere niente di un volto", dice Santanché all'Adnkronos Salute. "Il problema diventa l'eventuale esagerazione. La chiave" per sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla medicina estetica e dalla chirurgia plastica è "fare gli interventi giusti, più adatti al singolo caso, al momento giusto". Ritocchi sì, ma personalizzati ed eseguiti da veri specialisti del settore. Nel caso specifico degli attori, Santanché ipotizza che a volte le rivendicazioni del 'diritto alla ruga' nascondano "la voglia di far parlare di sé", magari in un momento in cui, spenti i riflettori, la notorietà è calata. E probabilmente non manca nemmeno chi "teme di vedersi 'rubato' il lavoro", non reggendo la prova telecamera con i colleghi che hanno deciso di rinfrescare il proprio viso bussando alla porta del chirurgo.

"Pensiamo - prosegue Santanché - a un attrice del calibro di Maryl Streep, che quest'anno compie 65 anni. Non ha mai preteso di dimostrarne 30, eppure ha saputo sfruttare con sapienza tutti gli strumenti a disposizione. Rallentando l'invecchiamento, ma conservando intatta tutta l'espressività del viso". Fra le star non manca certo chi 'ci va pesante', ammette il chirurgo citando come esempi Nicole Kidman o Meg Ryan. "In ogni caso si tratta di sostanze riassorbibili", e l'eventuale effetto sgradito "dopo un po' può scomparire". Per lo specialista è fondamentale anche scegliere per l'iniezione spiana-rughe il momento più opportuno: "Molti attori si 'botulinizzano' per sfilare sul red carpet" dei premi cinematografici, ma i più 'navigati' "fanno molta attenzione a non farlo quando le riprese di un film sono imminenti e al viso servono tutte le espressioni naturali". (segue)

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