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Berlino: "Stop accordo Malta se i numeri degli arrivi salgono"

08 ottobre 2019 | 11.53
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Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer avverte: "Se i numeri degli arrivi diverranno "migliaia", il meccanismo si fermerà"

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(Afp) - FOTOGRAMMA

L'accordo trovato a Malta tra Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia per la redistribuzione su base volontaria dei richiedenti asilo soccorsi e salvati in mare funzionerà se i numeri degli arrivi resteranno bassi, nell'ordine delle "centinaia", ma, se diverranno "migliaia", allora il meccanismo si fermerà. Lo spiega, a margine del Consiglio Affari Interni a Lussemburgo, il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer.

"Naturalmente - afferma il politico bavarese - dobbiamo proteggerci, per prevenire il pull factor, il fattore di attrazione. Abbiamo detto che, se questa soluzione viene abusata e le centinaia" di migranti salvati in mare e redistribuiti "diventano migliaia, allora posso annunciare domani che il meccanismo di emergenza si ferma. E' una cosa che farei", in quel caso. "Ci proteggiamo dagli abusi da parte dei trafficanti, ma nello stesso tempo abbiamo dato una risposta umana. Salvare persone che rischiano di affogare è naturale, a mio modo di vedere", conclude Seehofer.

Finora, contrariamente a quanto taluni paventavano, l'accordo trovato a Malta non ha rappresentato un grande "fattore di attrazione" di migranti ed è persino "imbarazzante" doverne discutere, davanti a numeri così bassi, continua Seehofer. "Abbiamo firmato l'accordo tre settimane fa, il 23 settembre a Malta - afferma il politico bavarese - tutti parlavano di un grande 'pull factor', un grande fattore di attrazione, ma non vedo un grande fattore di attrazione da quando l'accordo è entrato in vigore".

Nel dibattito pubblico, continua, si parla molto di "paura", ma "è imbarazzante avere un dibattito simile sull'accoglimento in Germania di 225 rifugiati salvati in mare". Oggi, prosegue Seehofer, "informeremo gli Stati membri sull'accordo e poi, sulla base delle reazioni, vedremo quali Paesi sono disposti a partecipare nelle prossime settimane e mesi, quando le navi si avvicineranno" alle coste italiane e maltesi. Oggi, infine, "non ci saranno conclusioni" del Consiglio sulla materia, dato che "abbiamo un accordo con questi quattro Paesi", cioè Italia, Francia, Malta e Finlandia.

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