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Berlusconi, 10 a 8 al Senato contro costituzione parte civile. Deciderà Grasso

05 febbraio 2014 | 17.57
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Dieci contro, otto a favore. Si è conclusa con questi numeri la "consultazione" dei componenti del Consiglio di presidenza del Senato, che era chiamato a stabilire se Palazzo Madama dovesse o meno costituirsi parte civile, nei confronti di Silvio Berlusconi, nel processo che comincia lunedì a Napoli, sulla compravendita dei senatori nel biennio 2006-2008.

Ai senatori componenti il Consiglio di presidenza, il presidente Grasso ha chiesto di esprimere un "parere in punto di diritto", come ha spiegato al termine della riunione il vicepresidente dell'assemblea Maurizio Gasparri. "Grasso - ha aggiunto Gasparri - ha ascoltato con attenzione il confronto e ora si è riservato di decidere".

A inclinare la bilancia verso il no, sono stati i voti risolutivi di Antonio De Poli (ex Udc oggi nelle fila di Per l'Italia) e della senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta che, nei giorni scorsi, avevano sospeso il giudizio in attesa di consultare il fascicolo relativo al caso giudiziario. A favore della costituzione di parte civile si sono dichiarati Pd, Sel, M5S e l'esponente delle Autonomie; contro hanno invece votato Fi, Gal, Ncd, Lega Nord e, come detto, anche De Poli e Lanzillotta.

"Il presidente del Senato - ha riassunto Gasparri, al termine della seduta - ci ha chiesto un parere, essendo lui investito della responsabilità di decidere sulla costituzione in giudizio del Senato, alla luce dei precedenti e di una serie di argomentazioni di natura giuridica. Non c'era una vera e propria votazione ma una consultazione che io personalmente auspico non sia da ritenere effimera o puramente formale. Grasso si è riservato di valutare e decidere. Ritengo quindi che, avendo egli deciso di consultare il consiglio di presidenza, questa consultazione abbia una sua rilevanza. Confido nell'ascolto, altrimenti che senso avrebbe avuto fare questa consultazione? Non aggiungo altro, in pendenza del giudizio in corso", ha chiosato il vicepresidente.

M5S si rivolge a Grasso. "In base al Regolamento, il presidente del Senato Pietro Grasso ha la piena autonomia decisionale ed è per questo che il Movimento 5 Stelle si attende una chiara presa di posizione in merito ai gravissimi fatti di corruzione politica che minano i fondamenti dell'ordinamento istituzionale", dice il capogruppo M5S al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo. "La nostra opinione è che se la magistratura ha individuato come parte lesa nel processo il Senato della Repubblica, individuando specifiche sedute d'aula collegate 'all'effettivo e progressivo rispetto del patto illecito', ci siano dei validissimi fondamenti penali e processuali", afferma.

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