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Berlusconi: "Dopo referendum bisogna sedersi al tavolo per riforma condivisa"

23 novembre 2016 | 20.06
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"Ai miei dico, andate verso questo voto con leggerezza. Basta replicare. Ti dicono 'scrofa ferita'? E tu rispondi: ok ma parliamo del Cnel". Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando del referendum all'inaugurazione della nuova sede Camplus a Roma.

"Il 5 dicembre non arrivano le cavallette. Se vince il Sì ci sarà uno Stato più semplice - ha sottolineato - Se vince il No rimarremo come adesso, con un sistema che per me non funziona".

"La Costituzione - ha rimarcato ancora - rappresenta le regole del gioco che ci tengono insieme, va rispettata sempre, sia da chi vuole cambiarla sia da chi vuole tenerla. Il referendum lo facciamo perché lo prevede la Costituzione e la democrazia".

Sul referendum è intervenuto anche Silvio Berlusconi, ospite della puntata di 'Matrix' in onda questa sera. "Siamo tutti preoccupati" per i toni della campagna referendaria, ha detto Berlusconi, "ma guardando a ciò che è successo in America mi sembra elegante".

Dopo il referendum, ha affermato, "bisogna sedersi al tavolo per una riforma condivisa e per cambiare la legge elettorale".

Berlusconi è poi tornato sulle sue affermazioni di ieri a proposito dell'atteggiamento di Mediaset rispetto al referendum costituzionale: "Mi sono pentito di quello che ho detto ieri. E' fisiologico il timore delle aziende sottoposte a una concessione governativa, per avere tre reti ho dovuto vincere un referendum".

Più in generale, e a proposito della posizione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, "gli industriali - ha proseguito l'ex premier - devono essere per forza governativi, ma molti miei amici industriali sono per il No".

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