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Berlusconi: "Per il bene del Paese non escludo ingresso di Fi nel governo Renzi"

06 maggio 2014 | 11.36
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"Dovremo guardare a quello che succederà nell'economia e nel Paese, non escludo che per il bene del Paese possa esserci ad un certo momento la necessità di stare tutti insieme" nel governo, "per assumere alcune importanti decisioni, però non lo posso assicurare". Così Silvio Berlusconi, ospite di 'Radio anch'io', apre all'ipotesi di un coinvolgimento di Fi nell'esecutivo Renzi.

FISCAL COMPACT - Ma, avverte, "per far ripartire la crescita e lo sviluppo non bastano decisioni al nostro interno, occorre che ci sia un intervento della politica europea, con un cambiamento forte della politica monetaria. Ci sono anche situazioni precise, come quella del deficit al 3 per cento e come quella del fiscal compact, su cui noi dobbiamo pretendere una moratoria o addirittura l'eliminazione ad esempio del fiscal compact, perché le condizioni dell'economia sono cambiate rispetto a quando sono state decise queste due situazioni e dobbiamo utilizzare la moratoria per diminuire le tasse".

EURO- L'ex Cav. va quindi all'attacco della politica monetaria dell'Unione europa: "Se la Bce non cambia politica sarà la realtà ad imporre a noi, alla Francia, alla Grecia, al Portogallo e all'Irlanda di uscire dall'euro", sostiene e si schiera con la proposta francese di una svalutazione competitiva dell'euro definendola "un'idea che mi sembra assolutamente da appoggiare".

CALCIO - Intervenendo poi sulle polemiche seguite agli incidenti di sabato all'Olimpico, l'ex Cav, dice che inasprire il Daspo è "assolutamente utile" e deve "essere applicato ai tifosi che lo meritano", ma "non credo sia utile e possibile il fatto che la sicurezza degli stadi debba essere affidata alla società di calcio: primo perché presentano dei bilanci difficili, molti in deficit e non potrebbero permettersi questa spesa", poi "non avrebbero mai la competenza necessaria per un efficace sistema di sicurezza".

LEADERSHIP FI - Berlusconi è poi tornato a parlare della leadership di Forza Italia sostenendo che sarebbe auspicabile un cambio al comando ma che i leader "non si allevano in batteria come i polli". "Da sempre ho lasciato decidere i miei figli su quello che intendono fare. Io ho sconsigliato tutti i miei figli di entrare in una politica come questa oggi in Italia. A loro è venuta la voglia di farlo ad un certo punto per reagire a quello che mi è venuto contro ingiustamente". Ma, ha ribadito, "i leader è il popolo che li deve accettare e li deve votare".

EUROPEE - Quindi, da leader, torna a iniettare ottimismo: i sondaggi danno Forza Italia "a più del 21 per cento assolutamente in salita",assicura contestando altri dati, che vengono utilizzati come "strumenti per la campagna elettorale". L'ex premier considera la cifra "assolutamente sorprendente, contro le presenze in video degli altri protagonisti soprattutto del Primo ministro Renzi", e ricorda che al 21 per cento "era nel febbraio 2013, dopo abbiamo avuto la scissione di Alfano".

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