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Bimba investita all'asilo, i genitori in aula: ''Lavinia lasciata sola nel parcheggio''

14 marzo 2022 | 21.23
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al via dopo 4 anni il processo davanti al Tribunale di Velletri, imputate la maestra per abbandono di minore e la mamma che guidava l'auto per lesioni colpose gravissime

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''Il 7 agosto del 2018 ero nel mio ufficio quando ho ricevuto una chiamata. Ho sentito la voce della maestra Rocca urlare, diceva che Lavinia era stata investita nel parcheggio dell'asilo. Mi disse che respirava e che l'avevano portata in macchina all'ospedale di Velletri. Le chiesi come era potuto succedere e lei rispose che mentre stava mettendo i bambini in fila per rientrare all'asilo era stata distratta dalle urla di un bimbo che aveva un piede incastrato''. Non è stato facile per Lara Liotta, oggi in aula come testimone insieme al compagno Massimo Montebove davanti al Tribunale di Velletri, ricordare quanto avvenne il 7 agosto del 2018, il giorno in cui loro figlia Lavinia, appena 16 mesi, fu investita da un'auto guidata dalla mamma di una compagna di asilo, mentre gattonava nel parcheggio del nido famiglia 'La Fattoria di Mamma Cocca', a Velletri. Da quel giorno Lavinia si trova in stato neurovegetativo.

Quello che mi disse la maestra al telefono, ha sottolineato Lara Liotta, non coincide con la versione della mamma che era al volante dell'auto. Un punto che è stato chiarito in aula anche dal padre di Lavinia, Massimo Montebove. "Qualche tempo dopo l'incidente in un parco di Velletri ci fu un incontro casuale con la mamma che guidava l'auto che investì nostra figlia - ha detto - Mi disse che Lavinia era da sola nel parcheggio. Non c'era nessuno con lei, se non nei paraggi una bambina di 10 anni. Disse di aver urlato per farsi sentire dalla maestra che era dentro con gli altri bambini. La maestra non si era accorta di quanto era accaduto".

In aula erano presenti anche le imputate, la maestra Francesca Rocca, titolare dell'asilo, e la mamma alla guida della Bmw, Chiara Colonnelli. L'accusa sostenuta dal pm della procura di Velletri, Giovanni Taglialatela, nei confronti della maestra è di abbandono di minore mentre la mamma alla guida dell'auto è accusata di lesioni colpose gravissime.

difensore imputate, 'nessun abbandono tragico evento'

Secondo Anna Scifoni, avvocato difensore delle due imputate, non ci sarebbe stato nessun abbandono. ''Questo caso sicuramente fa soffrire tutti - ha detto prima dell'udienza - Ricordo che c'è la presunzione di innocenza, tante cose non si sanno e verranno alla luce nel corso del processo. Si procede per l'accertamento delle responsabilità personali se ci saranno e io mi auguro che non ci siano nella misura in cui questo è stato un tragico evento. Nessuno ha abbandonato nessuno. Questa è la nostra posizione".

Il processo dovrà fare luce su quanto accadde quel giorno ma quel che è certo è che da quel 7 agosto 2018 Lavinia ha bisogno di essere accudita costantemente. ''Fino al giorno prima dell'incidente Lavinia gattonava e aveva bisogno che qualche adulto le tenesse la mano per camminare - ha detto ancora Lara Liotta in aula - Ricordo che il giorno prima di essere investita era riuscita a fare 5 passi si era voltata verso di me e si era fatta un applauso. Oggi Lavinia è in stato vegetativo di minima coscienza, impossibilitata a muoversi e passa la sua vita a letto aiutata da macchinari, medici e terapisti, la nostra vita è stata stravolta completamente", ha detto la mamma.

''Una parte della nostra casa è stata trasformata in un ospedale - ha aggiunto il papà - abbiamo l'assistenza della asl per 12 ore al giorno. Un infermiere è presente da mezzanotte alle 6, cosa che ci permette di riposare per qualche ora, e poi per altre 6 ore nel corso della giornata. Ma per le altre 12 ore dobbiamo provvedere noi''.

la mamma, in ospedale non riuscivo a riconoscere mia figlia

Ricordando ancora il giorno dell'incidente la mamma di Lavina ha detto: ''Quando sono arrivata in ospedale non riuscivo a riconoscere mia figlia. Il volto di Lavinia era irriconoscibile per la frattura di tutte le ossa. Ho guardato il letto accanto, speravo di aver sbagliato letto. Lo dissi al papà e lui mi disse di guardare il pancino, quello era il pancino di Lavinia e io dalla pancia sono riuscita a riconoscerla".

Al termine l'udienza, davanti al Tribunale, Chiara Colonnelli si è avvicinata ai genitori e ha abbracciato la mamma. Anche la maestra Rocca ha cercato un contatto. "Questo tentativo di avvicinamento della maestra è intempestivo dopo quasi 4 anni e fatto in favore dei media presenti - ha detto Lara Liotta - In ogni caso neanche oggi ha avuto il coraggio di chiedere scusa a Lavinia per quanto avvenuto". Quanto al risarcimento al momento la famiglia Montebove ne ha ricevuto solo uno parziale da parte dell'Rc auto della Colonnelli. ''Abbiamo chiesto sia al nido che alla maestra gli estremi della compagnia assicurativa ma non abbiamo avuto nessun riscontro - ha detto l'avvocato dei genitori Cristina Spagnolo - Nella prima udienza dibattimentale è stato proposto un risarcimento di un euro. Offerta che è stata rifiutata".

"Sono contento per l'atteggiamento del giudice che ha calendarizzato presto la prossima udienza e quindi lo voglio ringraziare - ha detto a fine udienza il papà di Lavinia - Domani è il compleanno di Lavinia, farà 5 anni e lo festeggeremo con uno spirito diverso, non vedevamo l'ora di superare questa giornata''. I genitori di Lavinia temono infatti il rischio prescrizione. "Sono passati quasi quattro anni dal fatto e quindi vogliamo evitare che questo processo si concluda con una sentenza che non entri nel merito - ha detto l'avvocato dei genitori Cristina Spagnolo - inoltre vogliamo che Lavinia sia con noi fino a sentenza definitiva". La prossima udienza è stata fissata per l'11 aprile.

(di Giorgia Sodaro)

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