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Bimbo paralizzato da trigone, "possibilità di recupero"

19 novembre 2019 | 13.28
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Il 12enne è stato trasferito in Pediatria all'ospedale Maggiore di Bologna. Esperto Rianimazione: "Caso unico ma la lesione è parziale"

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Immagine di repertorio (Fotogramma/Ipa)

"Le condizioni generali" del ragazzino genovese di 12 anni, rimasto paralizzato in Costa Rica per la puntura di un trigone, "sono buone", tanto che il giovanissimo paziente "è già stato trasferito in un reparto meno intensivo, quello di Pediatria. Le funzioni vitali sono autonome e al momento ha recuperato l'uso quasi completo delle braccia, con la sensibilità parziale delle gambe. La sua lesione è unica, per come si è verificata, ma nella sfortuna possiamo dire che si tratta di una lesione parziale: dunque le possibilità di recupero ci sono, anche se è impossibile dire fino a dove arriverà". A spiegarlo all'AdnKronos Salute è Carlo Coniglio, responsabile della Rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna, reparto dove fino a poche ore fa era ricoverato il 12enne.

A riportarlo in Italia, nei giorni scorsi, un volo umanitario organizzato con un Falcon900 dell'Aeronautica militare. "Oggi il bambino è consapevole e tonico. Lo spirito c'è, e questo vuol dire tanto", sottolinea lo specialista. Il ragazzino e il fratello stavano giocando in mare quando un trigone lo ha colpito al collo con la coda.

"Il danno è stato meccanico, come da un corpo penetrante - descrive l'esperto - Pensate a una lama di un punteruolo che lo ha colpito all'altezza" della sesta vertebra cervicale, "l'ha trapassata ed è entrato nel midollo. La tossina", di cui si era parlato alla notizia dell'incidente, "ha giocato poco nel causare la paralisi", dice Coniglio.

Se inizialmente si era ipotizzato un intervento chirurgico, il bambino a Bologna non sarà operato. Lo attende però una lunga riabilitazione, "che inizia oggi. Nei prossimi giorni potrà essere trasferito nella struttura di Montecatone, per un trattamento specifico. Le possibilità di recupero ci sono, considerata la lesione e l'età del paziente. E' impossibile dire ora dove arriverà - conclude lo specialista - ma ci si augura sempre il meglio".

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