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Rinnovabili: biogas al Sud può valere 5,6 mld di investimenti e 8mila green job

09 ottobre 2015 | 16.59
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Il 'giacimento verde' del biogas del Sud può innescare al 2030 investimenti fino a 5,6 miliardi di euro. In termini occupazionali, si avrebbe la creazione di 8mila nuovi green job. Le stime sullo sviluppo della filiera del biogas-biometano nel Mezzogiorno, tracciate dallo Studio Althesys, sono state illustrate nel corso della conferenza 'Biogasdoneright and carbon soil sequestration' promossa dal Cib - Consorzio Italiano Biogas, al centro Radicepura di Giarre, in provincia di Catania.

In Italia, terzo produttore di biogas al mondo in agricoltura, esiste un potenziale inespresso che potrebbe essere concretizzato dal nuovo sistema incentivante previsto dal decreto ministeriale sul biometano, biocarburante avanzato che si ottiene dal biogas, reso operativo da una delibera del Gestore dei servizi energetici dello scorso 5 agosto.

Più nel dettaglio, sarebbe possibile innescare investimenti al 2030 per 3,8 miliardi di euro nell’ipotesi più conservativa e di 5,6 miliardi di euro in quella più spinta, con ricadute economiche complessive che valgono un aumento dello 0,3% del Pil del Mezzogiorno, pari a 18,4-27,4 miliardi di euro a seconda dello scenario evolutivo. Per lo Stato ciò rappresenterebbe un aumento delle entrate fiscali di 3,3-5 miliardi. In termini occupazionali, si avrebbe la creazione di 8mila nuovi green job stabili e altamente qualificati. Dal punto di vista ambientale, infine, una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 79 milioni di tonnellate.

"Grazie all’impegno del governo - sottolinea Piero Gattoni, presidente del Cib - in particolare del Mipaaf, l’Italia ha una delle normative più avanzate sul biometano e può guardare con fiducia all’obiettivo di raggiungere entro il 2022 il target del 10% di consumo di biocarburanti, di cui il 2% avanzati, quelli cioè che non sottraggono terreno all’alimentare, come ad esempio il biometano". Il biometano non è impiegabile solo nell’autotrasporto, potrà essere immesso anche nella rete nazionale del gas dopo che l’Europa avrà legiferato sull’atteso aggiornamento del codice di rete.

"L’Italia - prosegue Gattoni - ha la possibilità di lanciare il modello di un’agricoltura carbon negative, capace di emettere meno gas clima alteranti e di sequestrare il carbonio nel suolo combattendo la desertificazione dei terreni agricoli. Un ulteriore vantaggio derivante dalla filiera del biogas-biometano è l’intensificazione sostenibile del suolo agrario mediante le rotazioni colturali. Questo modello noi l’abbiamo chiamato Biogasdoneright, 'Biogas Fatto Bene'. Dall’estero sono venuti già a studiarlo".

Il Consorzio Italiano Biogas ha infatti stretto un accordo di collaborazione scientifica con il Bruce Dale, consulente del presidente Obama, e la Michigan University. Proprio in questi giorni, ricercatori Usa sono ospiti del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente dell’Università di Catania.

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