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Blitz in Arabia Saudita, chi è il principe Alwaleed

05 novembre 2017 | 10.53
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Il principe saudita Alwaleed bin Talal (AFP PHOTO)

Blitz anti-corruzione in Arabia Saudita. Arrestati ex politici, ministri, agenti e 11 principi tra cui anche il principe saudita Alwaleed bin Talal, uno degli uomini più ricchi della monarchia del Golfo e a capo della società di investimento Kingdom Holding Company (KHC).

Il principe, nipote di re Salman Abdulaziz Alsaud e tra le persone più ricche del mondo, nasce nel 1955 e - come si legge sul sito ufficiale 'Alwaleed.com.sa' - si laurea cum laude in 'Science in Business Administration' al Menlo College in California (1979) e poi ottiene il suo master in 'Social Sciences' alla Syracuse University di New York (1985).

LA BORSA - Fondata nek 1980, la sua KHC dal 2007 è una società quotata alla Saudi Stock Exchange (Borsa d'Arabia saudita, conosciuta come Tadawul). Si tratta di "una delle organizzazioni più prospere e più diversificate del mondo" si legge ancora sul sito.

"Altamente rispettata nel campo degli investimenti e riconosciuta come un'élite sia nella Regione del golfo Persico che internazionalmente".

25 MLD DI DOLLARI - Tra gli interessi del gruppo ci sono moltissime società di primo ordine tra cui Citigroup, News Corporation, Twitter, Time Warner, Apple Inc, Walt Disney Co., Disney Land Paris. Nel 2015, la Kingdom Holding Company poteva vantare un valore complessivo stimato attorno a 24,8 miliardi di dollari netti.

Oltre alle sue attività pubbliche, si legge sempre sul sito ufficiale, "la KHC è molto attiva anche nel settore delle 'private equity' in Arabia Saudita e nello sviluppo di mercati del Medio Oriente, dell'Africa e dell'Asia".

DIRITTI CIVILI - Membro della famiglia reale saudita, Alwaleed non ricopre incarichi politici ma è impegnato nell'imprenditoria. Da tempo difensore dei diritti delle donne saudite, in occasione della svolta sulle auto per le donne, Alwaleed aveva detto che ''vietare alle donne di guidare è oggi una questione di diritti simile a chi impedisce loro di avere un'istruzione o un'identità indipendente''.

La sua fondazione 'Alwaleed Philanthropies' sostiene e avvia progetti in tutto il mondo senza distinzione di genere, razza o religione.

L'ITALIA - Nel 2001 il principe saudita era tra le figure di rilievo candidate a far parte degli investitori stranieri interessati alle privatizzazioni delle grandi aziende dello Stato. ''Berlusconi ha detto che non c'è fretta e che non è stato ancora deciso niente" ma "quando questo avverrà noi abbiamo espresso disponibilità a essere tra gli investitori" raccontava all'AdnKronos Tarak Ben Ammar, all'epoca consigliere di Waleed e componente del cda di Mediaset (di cui il principe aveva acquistato nel 1995 una piccola quota).

L'ex presidente del Consiglio e il principe Alwaleed avevano anche avuto un incontro in gran parte dedicato, sottolineava sempre Ben Ammar, alla situazione del Medio Oriente e al ruolo dell'Italia per una soluzione della crisi.

IL PRESTITO - In un'intervista all''Economist' nel 1999, infine, il principe saudita ha raccontato di avere iniziato la sua attività di imprenditore con un prestito di 30mila dollari ricevuto dal padre e mettendo un'ipoteca di 400mila dollari sulla casa che sempre il padre gli aveva comprato.

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