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Blitz polizia in ambienti estrema destra, 12 indagati

12 novembre 2019 | 09.33
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Armi e attività eversiva, operazione delle forze dell'ordine di Firenze e Siena: nelle intercettazioni l'intenzione, poi fallita, di 'far saltare' una moschea

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Operazione della polizia di Firenze e Siena, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Firenze, nei confronti di dodici persone perché appartenenti "agli ambienti dell'estremismo di destra, indagati per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un'associazione con finalità eversiva". All'alba, gli agenti della Digos delle questura di Firenze, in collaborazione con i colleghi della questura di Siena, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione - Ucigos, hanno eseguito numerose perquisizioni presso abitazioni ed uffici nella provincia di Siena. Tutti gli indagati sono cittadini italiani e residenti nella provincia di Siena. Le perquisizioni sono scattate dopo una serie di particolari emersi durante le intercettazioni a cui erano sottoposti gli indagati per presunti fatti eversivi.

L'indagine è coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia Eligio Paolini e Leopoldo De Gregorio insieme al procuratore capo Giuseppe Creazzo. Gli agenti della Digos di Firenze hanno perquisito le abitazioni di 12 persone che vivono tra Siena e la provincia, accusate di associazione per sovvertire l'ordine democratico e detenzione illegale di armi. Perquisizioni sono state effettuate anche in capannoni e uffici. L'inchiesta avrebbe preso forma dall'analisi di profili sui social network in cui si inneggerebbe al dittatore fascista Benito Mussolini e all'odio razziale, in aggiunta a una serie di affermazioni giudicate "sovversive" dagli investigatori.

NA MOSCHEA DA 'FAR SALTARE' - C'era anche la moschea di Colle Val d'Elsa (Siena) nel mirino dei 12 estremisti di destra. Da alcune conversazioni intercettate, sarebbe emersa l'intenzione di far saltare il luogo di culto sabotando una condotta delle tubature del gas emerge. Il tentativo di "far saltare" la moschea non venne portato a termine perché il 60enne di Siena, al centro dell'inchiesta, sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti vicino all'edificio di Colle Val d'Elsa. "Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista... di più!", si lamentavano gli indagati nelle intercettazioni.

"UNA PISTOLETTATA? NESSUN PROBLEMA" - "Se devo tirare una pistolettata non mi faccio problemi... la destra estrema è una filosofia di vita", diceva, nelle conversazioni intercettate dalla Digos di Firenze, il 60enne senese. Secondo gli investigatori, il 60enne aveva l'abitudine di recuperare esplosivo da ordigni bellici inesplosi di cui era alla continua ricerca, sia nel territorio senese che in altre province. Il 60enne si qualificava come segretario della federazione di Siena del 'Mis- Movimento Idea Sociale'. I membri senesi del partito che risultano indagati si chiamavano fra loro "camerati" nelle telefonate intercettate.

Dai colloqui intercettati emerge l'ipotesi che gli indagati avessero idea di costituire una "struttura qualificata pronta per ogni evenienza", hanno spiegato gli investigatori. Stavano preparando una sorta di "guardia nazionale repubblicana" chiamata a intervenire "arma alla mano, senza chiamare le forze dell' ordine e fare giustizia sommaria".

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