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Bocelli: "Umiliato e offeso da lockdown, dubbi su pandemia"

27 luglio 2020 | 16.57
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"Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D". Ad ammetterlo è stato il cantante Andrea Bocelli, che con la mente è tornato ai momenti più duri del lockdown, raccontando come li ha vissuti, oggi durante il suo intervento al convegno in Senato 'Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti', evento al centro di polemiche in seno alla comunità scientifica italiana. "Ho visto che le cose non erano così come ci venivano raccontate e i primi confronti li ho avuti in casa, sono stato fustigato quando ho cominciato a esprimere qualche dubbio su questa cosiddetta pandemia. I primi a attaccarmi sono stati i figli, 'Pensa alla Tosca e lascia stare i virus'... Non conoscevo nessuno finito in terapia intensiva, tutta questa gravità...".

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