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Welfare: Boeri, in Italia abituati a mettere bandierine su misure anti-povertà

22 gennaio 2016 | 11.02
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Tito Boeri

"In Italia è molto forte la pratica di introdurre delle misure che servono per mettere delle bandierine , dire 'io ho fatto questo', e poi si introducono dei percorsi ad ostacoli per cui le persone non riescono mai a beneficiarne e quindi si contiene la spesa per i trasferimenti". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, intervenendo ieri nell'aula  magna dell'Ateneo di Bari ad un convegno sul reddito di dignità, progetto concepito dalla Regione Puglia.

"Noi vogliamo contrastare la povertà, farlo davvero", ha aggiunto. Creare una infrastruttura di informazioni sui beneficiari e potenziali beneficiari delle misure di contrasto alla povertà potrà consentire, secondo Boeri, di "andare direttamente dai cittadini, che sentiranno un’amministrazione amica al loro fianco. Il sistema deve essere automatico - ha spiegato Boeri - senza che queste persone debbano andare a cercare l'aiuto".

"Inps è pronta a dare il suo contributo, come fatto in passato per altre misure adottate in Puglia; come ente erogatore che fa trasferimenti ma anche ad aiutare nella fase d’istruttoria incrociando le banche dati. Noto diverse somiglianze con la nostra proposta: l’universalismo selettivo, il percorso d’inclusione attiva, il riferirsi ad insieme del nucleo familiare ed il guardare al patrimonio", ha aggiunto il presidente dell'Inps . "La differenza - ha aggiunto - è che non si dà una somma fissa ma si integra. Con la nostra proposta infatti si tende ad integrare il reddito nella fascia di età più critica degli over55: fissata ad esempio la soglia a 500 euro, noi integriamo con 200 se il reddito è a 300, guardando a condizioni di reddito e proprietà. Non è assistenzialismo ma un modo di recuperare persone a tessuto sociale”.

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