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Bologna, sei profughi in un camion frigo: uno ha il Covid

21 settembre 2020 | 12.52
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Alla vista dei carabinieri i migranti, magri, malati e in stato di shock per l’ipotermia, hanno iniziato a gridare, chiedendo aiuto

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(Fotogramma)

Malati, affetti da scabbia, assiderati e in evidente stato di shock. E’ in queste condizioni che sono stati trovati sei profughi afghani che viaggiavano nascosti nel cassone frigorifero di un tir proveniente dal porto di Salonicco, in Grecia, e diretto a quello di Ancona. Il mezzo, che trasportava feta, era fermo in un’area di servizio lungo gli Stradelli guelfi quando è stato ispezionato dai carabinieri di Castel San Pietro Terme, nel Bolognese.

Alla vista dei militari, i profughi, magri, malati e in stato di shock per l’ipotermia, hanno iniziato a gridare, chiedendo aiuto. Soccorsi dai sanitari del 118, i sei sono stati trasportati d’urgenza al Pronto soccorso dell’Ospedale di Imola (Bologna) per ricevere le prime cure.

Dopo molte ore, cinque di loro sono stati trasferiti in un Centro accoglienza straordinaria, mentre il sesto, positivo al Covid-19, è stato sottoposto alla sorveglianza sanitaria, con isolamento fiduciario in un albergo di Imola.

L’autista del tir che si era fermato all’area di servizio per fare rifornimento al suo autocarro, un 62enne serbo, dipendente di un’azienda ungherese di trasporti su gomma, è risultato estraneo alla vicenda. L’Autorità giudiziaria è stata informata dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Imola che hanno avviato le indagini per far luce sulla vicenda.

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