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Bolsonaro, quando diceva "Covid febbriciattola" e "Italia paese di vecchi"

07 luglio 2020 | 18.17
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(Afp)

Il coronavirus? "Una febbriciattola". L'Italia? "Un paese di vecchi". Era marzo quando Jair Bolsonaro, presidente del Brasile oggi positivo al covid-19, sminuiva la gravità della pandemia e analizzava con superficialità la situazione critica dell'Italia, all'epoca al centro dell'emergenza. "Gran parte dei mezzi di comunicazione hanno diffuso il panico, mettendo in evidenzia il gran numero di morti in Italia, un paese con una gran quantità di anziani e con un clima totalmente differente dal nostro", diceva Bolsonaro, il 25 marzo, ripetendo concetti già espressi qualche giorno prima. In un messaggio alla nazione, trasmesso da tv e radio, Bolsonaro faceva riferimento ad una ''febbriciattola" e sottolinea la necessità di contenere "panico e isteria". "La nostra vita deve continuare, bisogna garantire il sostegno alle famiglie e tornare alla normalità", aggiungeva il presidente, che già si era sottoposto ad un test di esito negativo. In primavera, Bolsonaro non escludeva l'ipotesi di contagiarsi. Ma lo visto "il mio passato da atleta. Se dovessi contrarre il virus, non mi dovrei preoccupare. Non sentirei niente di particolare, una febbriciattola o un po' di raffreddore".

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