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Boom dei parti in acqua in Italia, 1 su 5 nel 2020

02 ottobre 2015 | 15.36
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Boom dei parti in acqua in Italia. Nei prossimi cinque anni circa 1 parto su 5 si effettuerà in questo modo. A scattare la fotografia sul fenomeno sono gli esperti riuniti a Roma in occasione dell'apertura di una nuova sala parto della Clinica Privata Accreditata Villa Pia di Roma.

"Oggi, grazie al boom degli ultimi anni - spiegano gli esperti - un parto su 10 in Italia avviene in acqua, ma nell'arco di cinque anni, si potrebbe arrivare anche a un parto su cinque".

I VANTAGGI DEL PARTO IN ACQUA - L'acqua esercita un effetto rilassante sul corpo della donna e aiuta a distrarre la mente dal dolore. Inoltre questo tipo di parto sereno riduce i tempi per la dilatazione e limita il rischio di traumi perché l’acqua aiuta la distensione dei tessuti. Come è abitudine negli ultimi tempi, anche il padre può assistere alla nascita stando vicino alla donna.

COME SI SVOLGE - La donna accede in un’ampia vasca modello MUST attraverso una comoda apertura, successivamente colmata di acqua calda, con temperature che variano dai 37 ai 33 gradi. Qui la donna ha piena libertà di movimento, un fattore importantissimo in quanto aumenta la naturalezza dell'operazione.

E' UN PARTO ADATTO A TUTTE? - Il parto in acqua è una valida alternativa a quello tradizionale, ma la scelta deve essere fatta in accordo con lo staff medico. È infatti sconsigliato nei casi in cui la gravidanza è a rischio, nei parti gemellari, nelle gravidanze prima del termine. Il feto, inoltre, deve aver superato positivamente i test sierologici, e non devono esserci infezioni cutanee o stati febbrili.

"La nuova sala parto - spiega Riccardo Ingallina, direttore dell'Unità operativa Ostetricia e Ginecologia di Villa Pia - è in grado di fornire un ambiente più silenzioso, con un sottofondo musicale, un'illuminazione diffusa e la privacy familiare. Il parto libera le endorfine, la temperatura può essere regolata, c'è un ricambio continuo dell’acqua accuratamente filtrata, l'espulsione del feto è naturale. Il passaggio dal liquido amniotico al liquido in vasca è meno traumatizzante per il neonato: c'è quindi un minore intervento del medico, si riducono i tempi di nascita, e si crea un maggiore contatto tra madre e figlio".

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