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Borsa, vendite su popolari spingono Milano al ribasso: -1,31%

01 giugno 2016 | 10.01
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Piazza Affari - (Fotogramma)

In calo le principali piazze finanziarie europee a metà seduta. Molteplici gli spunti che influenzano i mercati, a partire dal calo del prezzo del petrolio, alla vigilia della riunione di domani dell'Opec. Il Wti in consegna a luglio viene scambiato a 48,45 dollari al barile al Nymex; il Brent a luglio a 49,69 dollari. Ma si avvicina anche il referendum su Brexit, mentre ci si interroga su quali conseguenze potrebbe avere sull'economia in Uk e di conseguenza su tutto il Vecchio Continente. Domani toccherà anche a Mario Draghi: il presidente della Bce terrà una conferenza stampa dopo la riunione dell'Eurotower, anche se gli analisti non si attendono altri interventi di stimolo di politica monetaria.

Tanti i dati macroeconomici diffusi in mattinata: l'indice Pmi manifatturiero spagnolo secondo la rilevazione di Markit è sceso a maggio a 51,8 punti sotto le attese. Anche quello italiano è diminuito a 52,4, più basso del consensus. Supera le aspettative la Germania inl cui indice Pmi segna 48,4 punti. Come da attese quello generale europe a 51,5. Peggio del consensus anche la Germania 52,1 contro 52,4 atteso.

In questo scenario Madrid cede l'1,25% al giro di boa, Parigi segna -0,72%, Londra -0,72%, Francoforte -0,67%. Fa peggio Milano dove il Ftse Mib lascia sul terreno l'1,31% a 17.788 punti e l'All Share perde l'1,19% a 19.545.

A zavorrare il listino il comparto bancario, in particolare le popolari con Veneto Banca alle prese con l'aumento di capitale e il nodo dei non performing loans ancora tutto sul tavolo. Oggi Consob dovrebbe dare l'ok alla pubblicazione del prospetto informativo dell'aumento, che potrebbe partire lunedì. "La definizione dei termini dell'aumento - evidenziano gli analisti di Equita - permetterà di stabilire il concambio con Bpm dato che sarà fissato il numero di azioni del Banco sulla base del quale calcolare il peso che i due gruppi stand-alone avranno nella combined entity (54%-46%, approvato in sede di annuncio della fusione)".

Secondo quanto riporta 'Il Messaggero', le banche dovranno versare altri 1,5 miliardi al Fondo di risoluzione: alle banche sarebbe stato notificato che il fondo di risoluzione ha bisogno di altri 1,5 bn per coprire la differenza tra il probabile incasso dalla cessione delle quattro good banks e il patrimonio netto delle stesse, che ammonta a 1,8 miliardi. L'incasso dalla cessione doveva servire a restituire il prestito ponte da 1,8 miliardi concesso da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi, ma viste le offerte non vincolanti "sarebbe emerso un gap significativo" evidenzia Equita. Secondo gli analisti "in base ai versamenti precedenti l'impatto negativo sul CET1 sarebbe di circa 5 punti base per Unicredit, Bpm, Bper, Popolare di Sondrio e Creval e altri 10 punti base per le altre banche".

A Piazza Affari tutto questo si traduce con un Banco Popolare che cede il 6,92%, Ubi Banca -4,43%, Bpm -4,71%, Bper -4,66%, Unicredit -3,69%. E' comunque tutto in rosso il comparto bancario. Vendite anche su Yoox Nap (-2,77%), Poste (-1,24%). In verde, tra le blue chips, solo Campari (+0,17%) e Buzzi Unicem (+0,5%).

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