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Le borse europee ignorano voto, Milano (-0,21%) limita i danni ma si spacca

05 dicembre 2016 | 18.40
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(AFP PHOTO)

Le borse internazionali ignorano la vittoria del 'no' al referendum di ieri e anche Piazza Affari, pur in preda alla volatilità, chiude in ribasso contenuto. Ma il Ftse Mib a fine giornata è spaccato in due: da una parte le banche e i titoli più legati al mercato domestico, colpiti da forti vendite, dall'altro le società più attive sul mercato statunitense e trainate dalle esportazioni, premiate dagli acquisti. Dopo aver in parte già scontato la vittoria del 'no' e con l'ombrello del Quantitative easing della Bce, i mercati hanno digerito senza problemi l'esito del voto. Ora gli occhi degli investitori sono puntati sulla riunione di giovedì della Bce, che potrebbe annunciare un'estensione del Qe.

Sul mercato valutario il cambio euro/dollaro è salito a 1,072 e il petrolio ha continuato la sua corsa, con il Wti a 52 dollari. Al termine della seduta Londra sale dello 0,24%, Francoforte dell'1,63% e Parigi dell'1%, mentre a Milano il Ftse Mib cede lo 0,21% a 17.050 punti. Nessuno scossone neppure sui mercati obbligazionari, con lo spread Btp-Bund decennali sotto i 167 punti.

Ma Piazza Affari è divisa in due. A soffrire sono stati i titoli più esposti al mercato domestico e alle incertezze politiche, a cominciare dalle banche. Bpm e Banco Popolare perdono oltre il 7% e Mps, dopo lo slittamento di qualche giorno dell'iter per l'aumento di capitale, cede il 4,2%. Male anche Mediobanca (-4,2%), Unicredit (-3,3%), Intesa Sp (-1%) e Ubi (-1,1%). Le vendite si accaniscono su Telecom Italia (-2,9%), Atlantia (-2,3%) e le principali utility, da Enel (-2,2%) a Snam (-2,7%), da Italgas (-1,5%) a Terna (-1,2%). In negativo anche Generali (-0,8%) e Unipol (-0,6%).

Sul fronte opposto brillano i titoli dei settori più legati ai mercati esteri: auto, costruzioni, petrolio e moda. Maglia rosa del listino è Fca, che sale del 4,5%, e tonica è anche Cnh (+3,7%). Buoni rialzi per Buzzi Unicem (+4,4%), Leonardo (+3,7%) e Prysmian (+2,8%). Acquisti sui titoli legati al petrolio, come Saipem (+3,8%), Tenaris (+2,5%) ed Eni (+1,1%). In territorio positivo la moda e Mediaset (+2,1%), che potrebbe beneficiare delle prossime evoluzioni del quadro politico.

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