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Borsa, la Cina svaluta ancora: Europa in rosso

12 agosto 2015 | 09.41
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La nuova mossa a sorpresa della Cina scuote i mercati internazionali. Dopo la svalutazione record di ieri dello yuan, oggi la banca centrale cinese ha fissato il cambio di riferimento a un livello più basso di un altro 1,6% a quota 6,3306. Una 'guerra' valutaria con ripercussioni anche sul prezzo delle materie prime, in primis sul petrolio.

Il Vecchio Continente segna, fin dalle prime battute, flessioni intorno al punto percentuale. In avvio l'indice Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,72% a 23.524 punti - All Share -0,67% - con lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi sostanzialmente stabile a 115 punti base con un rendimento dell'1,76%. Maglia nera per la Borsa di Francoforte -1,28%; in flessione anche Parigi -1,04% e Londra -0,77%. Si allineano ai ribassi i listini di Zurigo -1,06%, Madrid -1,60% e Lisbona -0,92%.

Ribassi che si ampliano con il passare dei minuti. A Piazza Affari prevalgono le vendite che, sul Ftse Mib, risparmiano solo Tenaris (+0,25% a 11,81 euro). Debole Pirelli (-0,07% a 15,03) all'indomani del closing dell'operazione ChemChina. In rosso il comparto bancario - l'indice settoriale cede l'1,50% a mezz'ora dall'inizio delle negoziazioni -; male Exor (-2% a 44,58 euro) dopo l'annuncio dell'accordo che porta la famiglia Agnelli a essere il primo azionista de The Economist. L'operazione da 405 milioni di euro consente alla società di investimento di incrementare la sua partecipazione dal 4,7% al 43,4%.

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