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Borsa: Milano affossata da Cina con Europa, vendute banche e lusso

01 settembre 2015 | 19.04
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Borsa Milano in calo con Wall Street: il floor del Nyse (Infophoto) - INFOPHOTO

La paura di un 'hard landing' per l'economia della Cina affossa la Borsa di Milano, che chiude in rosso insieme alle principali piazze europee, sulla scia di Wall Street. A rinfocolare i timori degli investitori sull'economia del Dragone sono stati gli indici Pmi (cioè dei direttori d'acquisto delle società, coloro che hanno il polso diretto dell'andamento degli affari) del settore manifatturiero e di quello dei servizi, sia di fonte governativa che di fonte privata. Dati che confermano una contrazione del settore manifatturiero e un deciso rallentamento della crescita nei servizi.

Non hanno aiutato le notizie dal settore manifatturiero americano: in particolare l'indice Pmi di agosto dell'Ism si è attestato in agosto al 51,1%, in calo di 1,6 punti percentuali da luglio, risultando sotto le attese del mercato. Tuttavia la spesa edilizia è salita dello 0,7% mese su mese in luglio, battendo le previsioni.

A Milano l'indice guida Ftse Mib chiude a 21.451 punti (-2,24%), mentre l'indice generale All Share cede il 2,22% a 23.062 punti. Scambi intensi, per 3,28 mld di euro di controvalore, da 2,33 mld ieri. Il sell-off è indistinto e generalizzato: su 327 titoli in negoziazione, solo 38 hanno chiuso in verde. Ben 279 perdono terreno, mentre 10 sono invariati. Venduti bancari, finanziari e lusso sul Ftse Mib.

In rosso le altre Borse europee: ad Amsterdam Aex a 433 punti (-2,58%); a Bruxelles Bel 20 a 3.387 punti (-2,18%); a Parigi Cac 4.541 punti (-2,4%); a Francoforte Dax 10.015 punti (-2,38%); a Londra, ieri chiusa per festività, Ftse a 6.058 (-3,03%); a Madrid Ibex 9.992 punti (-2,59%); a Lisbona Psi 20 5.126 (-2,55%); a Zurigo Smi 8.621 (-2,3%). A New York, intanto, il Dow cede il 2,06% e il Nasdaq l'1,8% intorno alle 18.20 ora italiana.

I dati cinesi, spiega Vincenzo Longo, market strategist di Ig, "hanno rispolverato nella mente degli operatori i timori affiorati nelle ultime settimane sul rallentamento dell'economia cinese. In questo momento l’attenzione su Pechino è massima e ogni notizia tende ad avere una risonanza amplificata, soprattutto se negativ a. I movimenti a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane sui mercati azionari sono stati troppo importanti per poter essere trascurati. Di conseguenza il sentiment sul mercato si è deteriorato al punto tale da vedere molto lontani i massimi visti sulle borse europee nella seconda metà di luglio".

A nulla, continua Longo, "sono servite le letture mediamente positive arrivate dagli indici Pmi europei di agosto e la revisione al rialzo del Pil in Italia nel primo e nel secondo trimestre dell’anno. Il resto della settimana si preannuncia essere molto volatile in vista degli appuntamenti chiave in agenda. Su tutti spiccano la riunione della Bce e i Non Farm Payrolls. In merito alla Bce, Mario Draghi non dovrebbe tirare nulla fuori dal cilindro durante la conferenza stampa".

"È sufficiente - secondo lo strategist - che il numero uno di Francoforte mantenga un atteggiamento di apertura all'estensione del programma di QE. L’attenzione rimane altissima sui dati del lavoro Usa. Delle figure decisamente migliori delle attese potrebbero riportare l’ago della bilancia a propenderea per un ritocco dei tassi della Federal Reserve già a settembre, elemento questo che aggraverebbe il già precario equilibrio dei mercti azionari. Qualche anticipazione potremmo averla nel Beige Book che sarà pubblicato domani sera".

L'euro al riferimento Bce sale da 1,1215 dollari ieri a 1,1236 dollari oggi.

Il contratto più scambiato sul Wti, il greggio di riferimento americano, cede 3,41 dollari a 45,83 dollari al barile al Nymex.

L'oro a pronti sale a 1.142,3 dollaril'oncia al fixing pomeridiano, da 1.141,9 dollari stamani.

A Milano venduti bancari (-2,95%), finanziari (-2,69%), vendite al dettaglio (-2,54%), beni per la persona e la famiglia (-2,35%). Nessun settore chiude in verde.

Sul Ftse Mib venduto il lusso, in particolare Yoox (-4,4%) e Moncler (-3,53%). Il settore è uno dei più sensibili all'andamento dell'economia della Cina, tra i maggiori acquirenti di beni griffati.

In rosso i bancari, in particolare Mps (-4,27%), ma anche Unicredit (-3,43%) e Bpm (-3,38%). Tiene Bper (+0,13%), unico titolo in verde nel paniere principale, sostenuta dai rumours sulle aggregazioni nel settore delle popolari.

Negativa Azimut ( -3,66%). Male anche l'auto con Fca (-3,19%) malgrado i dati sulle immatricolazioni; cede anche Cnh (-3,41%).

Sull'All Share acquisti su Stefanel (+5%); venduta Tas (-8,3%), maglia nera della Borsa di Milano.

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