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Borsa: Milano chiude in calo con europee, balza Mps

07 agosto 2015 | 19.36
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Borsa Milano in rosso, vola Mps (foto AdnKronos)

Chiusura in calo oggi per la Borsa di Milano, in linea con le altre principali piazze europee e in scia a Wall Street, partita negativa dopo gli attesi dati sull'occupazione di luglio. Le cifre degli occupati non agricoli negli Usa nel periodo, per quanto inferiori alle attese, non sono troppo negative e, quindi, non tali da invertire la previsione dominante, cioè che la Federal Reserve si appresti a rialzare i tassi di interesse già in settembre.

I dati sull'andamento del mercato del lavoro sono tra quelli che la Fed prende maggiormente in considerazione per assumere decisioni di politica monetaria. La Borsa di Milano, che era partita debole, ha chiuso con i principali indici in calo: il Ftse Mib a 23.705 punti (-0,45%) e l'All Share a 23.388 punti (-0,55%). Scambi per 3 mld di euro di controvalore, rispetto a 2,87 mld ieri.

In rosso anche le principali Borse europee: a Bruxelles Bel 20 3.7987 punti (-1,16%); ad Amsterdam Aex 496,61 punti (-0,92%); a Francoforte Dax 11.490,83 punti (-0,81%); a Parigi Cac 5.154,75 punti (-0,72%); a Madrid Ibex 11.178 punti (-0,67%); a Lisbona Psi 20 5.589 punti (-0,67%); a Zurigo Smi 9.48 punti (-0,53%). A New York, intanto, il Dow cede lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,66%.

Nonostante i dati sull'occupazione diffusi oggi pomeriggio dal Dipartimento del Lavoro americano, sottolinea Vincenzo Longo, market strategist di Ig, "siano risultati in linea con le attese un po' su tutti i fronti, sul mercato le reazioni sono state violente. I movimenti più interessanti hanno riguardato il mercato valutario, dove il dollaro statunitense è stato oggetto di forti acquisti, in scia alla crescente aspettativa di un rialzo dei tassi di interesse a settembre da parte della Federal Reserve".

"Ci aspettavamo un reazione simile - prosegue Longo - nel caso di dati in linea o migliori delle attese. Dopo i commenti 'hawkish' (da falco) arrivati in settimana dal membro della Fed, Dennis Lockhart, gli operatori sapevano che solo delle figure veramente deludenti oggi avrebbero stemperato tali aspettative. Gli altri due esiti (dati in linea o migliori del consenso), avrebbero solo contribuito ad accrescere queste probabilità, come poi è accaduto".

"Tra gli operatori - continua Longo - l’ipotesi di un ritocco dei tassi a settembre sta diventando sempre più una certezza. Neanche il continuo calo dei prezzi del greggio (e le conseguenti revisioni al ribasso delle aspettative inflattive di medio lungo periodo misurate dai tassi forward a 5 anni fra 5 anni) sembrano stemperare questa view".

"Dopo le cifre odierne - prosegue Longo - si riducono sempre più gli eventi e/o dati macro in grado di allentare queste pressioni. L’attenzione ora si sposta alla revisione del Pil del secondo trimestre (27 agosto) e ai Non Farm Payrolls di agosto (4 settembre). Importante saranno anche le minute del Fomc dell’ultima riunione e il meeting di Jackson Hole del 27-29 agosto".

"Il cambio euro/dollaro - prosegue lo strategist - è tornato sui minimi settimanali in area 1,0850. In serata potrebbe tentare un attacco anche all’area di 1,08. Al momento, però, le figure non sembrano essere così eccezionali da poter pensare a una rottura di questo supporto strategico, pertanto la settimana si dovrebbe chiudere sopra tale livello".

"Il dollaro forte, intanto - conclude Longo - manda in tilt le commodity. Il petrolio è tornato sotto pressione dopo la pubblicazione dei dati, mentre l’oro si è portato a un soffio dai minimi di luglio. Il dollaro forte però porta sollievo ai listini europei, che hanno aggiornato i massimi di seduta dopo i dati".

L'euro al riferimento Bce è salito da 1,0885 dollari ieri a 1,0973 dollari oggi. Il future più scambiato sul Wti, il greggio americano di riferimento, quota al Nymex a 44,19 dollari al barile, in calo di 0,47 dollari rispetto alla chiusura precedente. L'oro al London Bullion Market sale a 1.093,5 dollari al fixing pomeridiano, da 1.091,35 dollari stamani.

In piazza Affari venduti salute (-3,52%), media (-3,28%), servizi finanziari (-2,26%), servizi al consumatore (-2,12%); comprati risorse di base (+3,97%), petrolio e gas (+0,74%).

Sul Ftse Mib spicca il forte rialzo di Mps (+8,78%), maglia rosa dell'intero listino, festeggiando i conti semestrali, tornati in nero. Ben comprati i petroliferi, in particolare Tenaris (+4,01%). In verde anche Saipem (+1,23%) ed Eni (+0,75%).

In rosso Unipolsai (-4,34%) dopo i conti. Vendite su Mediaset (-4,2%), in linea con il settore media in Europa, debole dopo i conti deludenti di Viacom e di altre compagnie americane del settore. Male anche Azimut (-4,18%) e Yoox (-2,45%). Sull'All Share bene I Grandi Viaggi (+3,87%); venduta Recordati (-6,25%), maglia nera della Borsa di Milano.

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