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Borsa: Milano chiude in lieve calo con banche, europee in verde

21 maggio 2015 | 18.37
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La Borsa di Milano chiude in lieve calo, appesantita dai titoli bancari, con le altre piazze europee in lieve rialzo mentre Wall Street, partita in leggero calo, è in guadagno frazionale malgrado dati macroeconomici complessivamente deludenti. Vendite sui bancari sul Ftse Mib, specie su Mps; corre Tenaris.

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Borsa Milano chiude in calo, cede Mps (foto Adnkronos).

La Borsa di Milano chiude in lieve calo, appesantita dai titoli bancari, con le altre piazze europee che archiviano la seduta in modesto rialzo mentre Wall Street, partita in leggero calo, è in guadagno frazionale malgrado dati macroeconomici complessivamente deludenti, in particolare le vendite di case esistenti di aprile e l'indice manifatturiero della Federal Reserve di Philadelphia, o Philly Fed. Pesa sui mercati, tra l'altro, l'incertezza sulla tempistica dei prossimi rialzi dei tassi di interesse negli Usa, dopo che i verbali dell'ultima riunione del Federal Opeen Market Committee della Federal Reserve, diffusi ieri sera, non hanno fornito ulteriori indicazioni al riguardo.

Inoltre, dati deludenti sul settore manifatturiero dalla Cina e dall'Europa hanno depresso il sentiment, poi in qualche misura migliorato nel corso del pomeriggio dalla tenuta di Wall Street. A Milano l'indice guida Ftse Mib lascia sul parterre lo 0,14%, a 23.739 punti mentre l'indice generale All Share perde lo 0,12% a 25.343. Scambi complessivi per 2,86 mld di euro di controvalore, in linea con i 2,93 mld di ieri. Su 339 titoli in negoziazione, 159 hanno chiuso in rialzo, 164 in ribasso e 16 invariati. Vendite sui bancari sul Ftse Mib, in particolare su Mps.

La Borsa di Milano è la sola a terminare la giornata sotto la parità mentre tutte le altre principali Borse europee chiudono in rialzo, con Zurigo in testa: lo Smi chiude a 9.365 punti (+0,49%); a Bruxelles il Bel 20 si attesta a 3.762 (+0,27%); a Parigi Cac 5.146 (+0,26%); a Madrid Ibex 11.595 (+0,18%); a Francoforte Dax 11.864 (+0,14%); a Londra FTse 7.013 (+0,09%); a Lisbona Psi 6.103 (+0,05%); ad Amsterdam Aex 502 punti (+0,03%).

Pesa anche sull'outlook a breve l'incognita Grecia. "Nonostante l’aumento nel Vecchio Continente dei consensi per i movimenti separatisti no-Ue spiega Filippo Diodovich, strategist di Ig Italia, broker specliazzato nel valutario - a Riga le principali autorità politiche si incontrano per il quarto meeting del Consiglio Europeo per la Eastern Partnership, ovvero per la possibile espansione dell’Ue ai paesi dell’Est (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Repubblica Moldava e Ucraina). Forse il momento peggiore per pensare a nuovi membri".

"Il tema della crisi in Grecia - prosegue Diodovich - sarà discusso a lungo. Le dichiarazioni di ieri del portavoce al Parlamento di Syriza, Nikos Fillis, che ha affermato che, se non si troverà un accordo coi creditori internazionali, Atene non sarà in grado il 5 giugno di ripagare la rata del prestito al Fondo Monetario Internazionale (310 mln di euro), hanno ridotto ancora di più il tempo per le trattative".

"Lo stesso ministro delle Finanze del paese ellenico, Yanis Varoufakis - aggiunge lo strategist - ha ribadito che l’amministrazione Tsipras ha maggiore interesse ad occuparsi degli impegni domestici (pagare pensioni e stipendi) piuttosto che soddisfare i creditori. E la situazione è tesa anche per le rivelazioni dello stesso Varoufakis, che avrebbe registrato le discussioni dell’ultimo meeting dell’Eurogruppo dove i suoi colleghi lo avevano definito un 'incompetente, perditempo inaffidabile'".

Ci sono "tensioni tra Grecia e creditori ma tensioni anche all’interno dello stesso partito Syriza - prosegue Diodovich - alcuni membri del partito hanno invitato Tsipras a rompere con il Brussels Group, incentivandolo a non commettere gli stessi errori fatti in passato dai due storici partiti greci Pasok e Nuova Democrazia. Intanto il Brussels Group attende la nuova lista di riforme da parte del Governo di Atene. Alcune richieste dell’ex Troika dovrebbero essere soddisfatte (ampio piano di privatizzazione, aumento dell’Iva, tassa sulla proprietà), alcune potrebbero essere aggiunte (tassa sulle transazioni finanziarie) altre potrebbero invece essere trascurate (riforma delle pensioni, ulteriori tagli della spesa pubblica). Difficile avvicinare le parti che sembrano così lontane al momento".

"Il più intransigente tra i ministri dell’Ue, il tedesco Wolfgang Schauble - continua lo strategist - ha dichiarato che non si può più garantire che la Grecia non faccia fallimento. Intanto la Bce continua ad aumentare il tetto dell’Ela (Emergency Liquidity Assistance) ovvero la concessione di liquidità al sistema bancario greco per permettere alle negoziazioni di continuare. Valutiamo che sia ancora più probabile lo scenario di un accordo in extremis tra le parti a fine mese. Molto probabile che sia una misura ancora tampone estendendo il piano di aiuti finanziari per altri mesi in cambio di alcune riforme".

"Tuttavia - aggiunge - le possibilità che le trattative falliscano non sono ridotte come nei mesi precedenti ma sono molto elevate. Riteniamo che per salvare la Grecia dal fallimento Tsipras deve scegliere di disilludere il proprio elettorato e sacrificare gran parte dell’ideologia del partito".

Ma non c'è solo la crisi greca. "L'​Ucraina​ - ricorda Diodovich - bussa alla porta dell'​Ue ma è praticamente in default e in guerra con la Russia​. L’Ucraina tornerà a bussare ​al​la porta dell’Ue per la propria partnership: è una situazione estremamente delicata. Il paese si trova ad un passo dal fallimento visto il comportamento ostile di alcuni creditori (Frankie Templeton in primis, T. Rowe Price, Tcw Group e Btg Pactual) che non hanno alcuna intenzione di accettare un haircut".

"Secondo alcune fonti governative - conclude lo strategist - il Paese avrebbe già deciso di non ripagare i propri creditori a meno che questi non acconsentano a un haircut del 25% e a una rimodulazione delle scadenze. Ma non sono solo i problemi finanziari a preoccupare il Governo di Kiev ancora in forti tensioni con Mosca per le regioni orientali del paese. Nonostante la diplomazia e le sanzioni alla Russia, Putin continua a sostenere le truppe filorusse dell’area di Donetsk".

L'euro al riferimento Bce sale lievemente a 1,1133 dollari, rispetto a 1,1118 dollari ieri. Il future più scambiato sul greggio di riferimento americano, il Wti, con consegna a luglio guadagna 1,7 dollari rispetto alla chiusura precedente, a 60,68 dollari al barile al Nymex. L'oro al London Bullion Market cede al fixing pomeridiano a 1.205 dollari l'oncia, da 1.209,6 dollari stamani.

In piazza Affari venduti beni per la persona e la famiglia (-0,99%), viaggi e tempo libero (-0,98%), banche (-0,76%) e tecnologici (-0,73%). Comprati chimici (+1,94%) e risorse di base (+1,93%).

Sul Ftse Mib sotto pressione Mps, che cede il 3,05% in attesa del prezzo dell'aumento di capitale che dovrebbe partire lunedì prossimo. Deboli tutti i bancari, in particolare Bpm (-1,99%) e Bper (-1,81%), con gli investitori che realizzano, dopo i rialzi delle ultime sedute. In calo anche Mediobanca (-1,74%), che ritraccia dopo aver toccato i massimi dal 2009.

Deboli Unicredit (-0,85%) e Intesa Sp (-0,3%). In rosso anche Luxottica (-1,3%) e Tod's (-1,3%). Acquisti su Tenaris (+1,95%), sulla scia degli aumenti dei prezzi del greggio. Rialzi frazionali per Eni (+0,42%) e Saipem (+0,32%). Toniche Azimut (+1,65%) e Cnh (+1,56%). Sull'All Share acquisti su Bioera (+19,39%) e Itway (+6,79%). in calo Esprinet (-3,16%), maglia nera della Borsa di Milano.

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