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Borsa: Milano chiude in verde con Europa mista in scia Ws, bene banche

17 agosto 2015 | 18.39
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Borsa Milano in verde con Wall Street (Infophoto)

Chiusura in rialzo oggi per la Borsa di Milano, tra le migliori d'Europa, dove le altre piazze hanno terminato miste la prima seduta dell'ottava. Anche le Borse che hanno archiviato la seduta in rosso hanno comunque recuperato ampiamente dai minimi intraday, toccati quando è stato diffuso il rapporto della Federal Reserve di New York sull'attività manifatturiera nello Stato di New York in agosto, misurata dall'indice Empire State. L'indice in agosto è crollato di 19 punti, toccando i minimi dal 2009 e mancando di molto il consensus.

I futures sugli indici americani e i benchmark delle Borse europee sono crollati di conseguenza, in una giornata con pochi altri spunti, azzerando i guadagni delle piazze europee che fino ad allora erano rimaste in positivo, dopo la chiusura dell'accordo sul piano di salvataggio per la Grecia, venerdì scorso, che prevede prestiti fino a 86 mld di euro disponibili per Atene tramite lo European Stability Mechanism.

Dopo un avvio in rosso, Wall Street ha girato in verde, grazie anche a dati dal settore immobiliare, riportando su le cugine europee. A Milano l'indice guida Ftse Mib ha terminato la seduta a 23.407,99 punti (+0,69%), mentre l'indice generale All Share ha chiuso a 25.101,84 punti (+0,65%). Scambi per 2 mld di euro di controvalore, in linea con 1,98 mld venerdì scorso. Su 316 titoli in negoziazione, 162 hanno chiuso in rialzo, 134 in calo e 20 invariati. In verde i bancari sul Ftse Mib, specie Ubi Banca.

Miste le altre Borse europee: a Lisbona Psi 20 5.605 punti (+0,81%); a Parigi Cac 4.984 punti (+0,57%); a Zurigo Smi 9.390 (+0,47%); a Madrid Ibex 10.900 punti (+0,19%); ad Amsterdam Aex 474,3 punti (+0,09%); a Londra Ftse 6.550 (-0,01%); a Bruxelles Bel 20 3.647 punti (-0,03%); a Francoforte Dax 10.940 punti (-0,41%).

Solitamente, spiega Filippo Diodovich, market strategist di Ig, un broker specializzato nel valutario, la ricerca sulla manifattura condotta dalla Federal Reserve di New York "non ha mai avuto un particolar impatto sui mercati. Oggi, tuttavia, in una giornata caratterizzata dall’assenza di cifre macro, il dato risultato particolarmente negativo ha mosso in maniera importante i mercati finanziari. Dalla survey della Federal Reserve di New York si è osservato come l’indice Empire Manufacturing, nel mese di agosto, sia sceso in territorio negativo a -14,92 punti, ben peggiore delle attese del consensus fissate a +4,50".

"Molto negativi - prosegue Diodovich - i sottoindici relativi ai nuovi ordini (da -3,5 di luglio a -15,7 di agosto), alle spedizioni (da +7,88 a -13,79) alle scorte di magazzino (da -8,5 a -17,27). L’indice ha toccato livelli minimi dal 2009, ovvero segnati nel periodo della grande crisi finanziaria. Gran pessimismo per la situazione corrente, maggior ottimismo invece per il futuro. Il sottoindice che misura le prospettive future sulle condizioni economiche è migliorato da +27 di luglio a +33,6".

Con la Federal Reserve "prossima a rialzare i tassi d’interesse, convinta che la ripresa economica abbia la forza di sostenere una stretta monetaria, il dato odierno pone qualche ostacolo e aumenterà i dubbi ai membri votanti della commissione operativa della banca centrale Usa sul timing corretto per le nuove misure", aggiunge lo strategist.

"Riteniamo - prevede Diodovich - che i banchieri centrali della Fed monitoreranno attentamente le prossime cifre macro (soprattutto la crescita dei prezzi al consumo, dato pubblicato mercoledì) per decidere se rivoluzionare la propria politica monetaria già dal mese di settembre".

"Il basso livello dei prezzi degli energetici - conclude Diodovich - e i timori sulla crescita della domanda globale potrebbero persuadere le 'colombe' del Fomc a insistere per posticipare la stretta monetaria (prima volta dal 2006)".

L'euro cala al riferimento Bce a 1,11 dollari, da 1,1171 dollari venerdì scorso. Il contratto più scambiato sul petrolio di riferimento americano, il Wti, cede 0,18 dollari rispetto alla chiusura precedente, a 42,32 dollari, al Nymex. L'oro al London Bullion Market sale al fixing pomeridiano a 1.118,8 dollari l'oncia, da 1.117,3 dollari stamani.

In piazza Affari acquisti su utilities (+1,13%) e banche (+1,01%). Venduti commercio al dettaglio (-0,42%) e auto (-0,29%).

Sul Ftse Mib sugli scudi i bancari, in particolare Ubi Banca (+2,37%), ma anche Banco Popolare (+1,46%), Bper (+1,31%), Intesa SanPaolo (+1,18%). In verde Azimut (+1,92%) e alcuni titoli del lusso, che avevano perso terreno nelle scorse sedute sulla scia della svalutazione dello yuan: guadagnano Tod's (+1,69%) e Ferragamo (+1,09%); ripiegano Yoox (-0,77%) e Moncler (-0,58%).

Ben impostate Atlantia (+1,66%), dopo i dati sul traffico dell'aeroporto di Fiumicino diffusi venerdì (Atlantia è il primo azionista di Aeroporti di Roma con il 96% circa del capitale) e Finmeccanica (+1,6%). Lettera su Cnh Industrial (-1%) e Fca (-0,64%).

In spolvero sull'All Share Seat Pg (+7,89%), in attesa dell'avvio dell'integrazione con Italiaonline. In fondo al listino della Borsa di Milano si piazza oggi Banca Ifis, che cede il 3,81%, seguita a un'incollatura da Banzai (-3,80%).

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