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Borsa, petrolio ai minimi: covid e stacco delle cedole affondano Piazza Affari

21 novembre 2022 | 17.49
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Lo stacco delle cedole e lo scivolone del prezzo del petrolio portano in basso Piazza Affari, in una apertura di settimana comunque negativa per le Borse europee e per Wall Street. Negli Stati Uniti il valore del Brent è ai minimi da settembre e preoccupa la possibilità che, dopo l’aumento dei casi di coronavirus in Cina, il Paese possa introdurre una nuova stretta, con effetto a cascata sull’economia di tutto il mondo. Pechino, poi, è il maggior acquirente al mondo di petrolio.

A Milano il Ftse Mib perde l’1,29% e chiude a 24.356,05 punti. Senza lo stacco delle cedole di numerose aziende big il ribasso sarebbe stato più contenuto. Torna poi a salire lo spread tra Btp e Bund tedeschi, tornando sopra i 190 punti base. Il rendimento del titolo decennale è ancora attorno al 3,9%.

Sul listino principale di Piazza Affari in positivo alcuni istituti bancari, come Unicredit (+1,24%), Bper (+0,26%) e Banco Bpm (+0,92%). Bene anche Inwit (+1,30%) e Stellantis (+0,92%).

In coda, invece, le società che hanno concesso i dividendi. Eni perde il 5,24%, con la seconda tranche della cedola che vale 0,22 euro ad azione. Male, tra i petroliferi, anche Saipem (-5,70%) e Tenaris (-5,42%), sospesa al ribasso. Intesa Sanpaolo (-3,41%) ha staccato l’acconto sul dividendo 2023 per un ammontare di 0,0738 euro. La cedola ai propri azionisti di Mediobanca (-7,44%) vale invece 0,75 euro. In negativo, infine, anche Tim (-4,07%), Moncler (-2,95%), Nexi (-3,10%), Generali (-1,10%) e Azimut (-1,32%). (in collaborazione con Money.it)

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