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Borse e pelletteria in mostra a Milano. Al via il 2 marzo 'Mipel'

26 febbraio 2014 | 15.44
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Milano, 26 feb. (Ign) - Le novità degli accessori per il prossimo inverno si preparano a sfilare a Milano. Dal 2 al 5 marzo torna Mipel – The Bagshow, la Mostra Internazionale di Pelletteria e Accessori moda. Oltre 400 brand specializzati in borse e pelletteria si presentano al pubblico in una kermesse profondamente rinnovata, all’insegna dello stile glam rock. ‘’Lo scenario internazionale – spiega a Ign, testata online del gruppo Adnkronos, Mauro Muzzolon, direttore generale Mipel e Aimpes - è notevolmente mutato nel corso degli ultimi anni ed esige di rimanere al passo con i tempi. Il percorso di rinnovamento iniziato due edizioni sta proseguendo, facendo leva sul valore aggiunto della tecnologia legata ad alcuni servizi messi a disposizione di espositori e buyer’’. L’obiettivo è ''dilatare, al di là del momento fieristico vero e proprio, la vita della mostra creando opportunità di business anche nel resto dell’anno''.

Sui circa 15mila metri quadrati di superficie dei padiglioni 8 e 12 di Rho-Fieramilano, sfileranno le collezioni delle più importanti griffe italiane ed estere, arricchite, quest’anno, della presenza di cento nuovi brand tra cui Mandarina Duck, MHWay, Pomikaki, Ninael e Reisenthel. L’esposizione sarà come sempre articolata in quattro settori espositivi, divisi per aree di interesse. Tra queste anche la sezione Design Studios, dedicata ai creatori di tendenze e alle aziende che si affacciano per la prima volta alla manifestazione.

Si conferma anche il ricco programma di sfilate, con due eventi live ogni giorno, alle 11.00 e alle 15.00, all’interno del settore Design Studios dove è stato allestito un catwalk, dominato da un’ampia scalinata bianca.

Intanto il settore della pelletteria continua il suo andamento tra il forte impulso dell’export e la contrazione del mercato interno. I dati del commercio estero a preconsuntivo (gennaio-ottobre 2013) e l’andamento del mercato interno nei dodici mesi dell’anno che si è da poco concluso, evidenziano per il 2013 una congiuntura economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente.

A fronte di un mercato domestico che peggiora ulteriormente rispetto al 2012, l’export rappresenta l’elemento trainante, con la fascia alta dell’offerta produttiva a determinare la spinta . Le imprese, in particolare quelle di recente costituzione, oltre al forte calo della domanda interna, si sono dovute misurare con le difficoltà di accesso al credito, che hanno comportato un accresciuto peso della gestione finanziaria. Tuttavia, il segmento di qualità prosegue la sua corsa verso i mercati internazionali. E non teme neanche la concorrenza dei paesi emergenti a basso costo del lavoro, che invece ha eroso ormai quasi completamente la competitività delle aziende con produzioni di medio-basso livello.

Quanto all’export, la crescita dei primi dieci mesi del 2013 ha portato il valore assoluto del fatturato estero a poco meno di 4,7 miliardi di euro con una variazione positiva dell’11% sul medesimo periodo 2012. Cresce, anche se a ritmi meno sostenuti, l’export in quantità, +3,7%, soprattutto riferito ai soli prodotti in pelle (+9,6%).

La crescita è sostenuta in Brasile (+73%), Emirati Arabi (+34%), Cina, e Turchia (+28%). Regno Unito (+20%), Hong Kong (+19%), Stati Uniti (+18%) e Germania (+16%) confermano il tradizionale interesse verso la produzione made in Italy. Giappone (+9%) e Russia (+13%), pur mantenendo una intonazione positiva della domanda, mostrano dinamiche espansive più contenute, attestandosi comunque su valori finali di primaria importanza nella composizione del fatturato complessivo.

Francia, Spagna e Paesi Bassi registrano invece un segno negativo nelle vendite: si tratta delle uniche eccezioni nei primi 30 principali Paesi di destinazione dell’export di settore. Infine significativi segnali di attenzione, pur con valori esigui, provengono da Kazakistan (+52%), Singapore (+27%), Canada (+30%) e Ucraina (+17%).

Il fatturato realizzato nei mercati internazionali è formato per oltre il 60% dal segmento di punta del settore, le borse in pelle per donna, che hanno mostrato una dinamica espansiva del 14%. ‘’Difficilmente - commenta Muzzolon - questa apparente contraddizione si risolverà nel breve periodo. Probabilmente assisteremo ancora per qualche tempo alle performance lusinghiere delle nostre aziende sui mercati mondiali, sospinte dalla loro grande capacità di fare prodotti accattivanti e desiderati dai consumatori e allo stesso tempo alla loro sofferenza sul mercato nazionale, sempre più asfittico e reso complesso dalla crisi e dai prodotti low cost di importazione’’.

Per questo, gli imprenditori lanciano un appello al nuovo governo: ’’chiediamo - dice Muzzolon - l'attenzione che merita un settore produttivo che da anni presenta una bilancia commerciale attiva e che contribuisce con le sue eccellenze alla diffusione e all’apprezzamento del made in Italy nel mondo. Ci aspettiamo - continua - che nel semestre di presidenza europea dell’Italia trovi conclusione il lungo iter che riguarda la questione dell’origine delle merci di provenienza extra comunitaria: l’obbligo di etichettare la provenienza dei prodotti e quindi di dare consapevolezza al consumatore finale al momento dell’acquisto’’.

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